UN ONORIFICENZA CHE FA ANCORA DISCUTERE MUSSOLINI CITTADINO ONORARIO “SI” CITTADINO ONORARIO “NO” UN REVISIONISMO STORICO AFFIDATO ALLA POLITICA

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“SIAMO ANTIFASCISTI MA LA STORIA NON SI CANCELLA” COSI’ IL SINDACO DI SALO’ (BS) AVV. GIAMPIERO CIPANI HA ESORDITO DOPO CHE IL CONSIGLIO COMUNALE DELLA CITTADINA AVEVA RESPINTO CON VOTAZIONE A MAGGIORANZA IL NO ALLA REVOCA DELLA CITTADINAZA ONORARIA A BENITO MUSSOLINI.

DI GIOVAMBATTISTA RESCIGNO

Nel corso del consiglio comunale del 13 febbraio, tenutosi a Salò (BS) è stata respinta con quattordici voti sfavorevoli dei quali dodici della maggioranza e due provenienti dalle consigliere di minoranza del gruppo Insieme per Salò, la consigliera Marina Bonetti e l’europarlamentare leghista Stefania Zambelli, la proposta di revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, concessagli il 23 maggio del 1924. Per l’occasione la piazza davanti al municipio era stata blindata dalle forze dell’ordine per motivi di ordine pubblico. La maggioranza, ha definito la mozione “anacronistica e strumentale”. Ed in un post sui social il gruppo progetto Salò ha spiegato “ l’unico modo per debellare l’ideologia sbagliata del fascismo è dimostrare con i fatti che la nostra idea di stato, liberale e democratico è quella giusta” e ha spiegato che per raggiungere questi risultati, bisogna lavorare in modo serio ed ascoltare anche coloro che la pensano diversamente – ancora sui social ha aggiunto “mortificare l’avversario vinto, infierire su di lui non lo elimina, ma lo rigenera” la revoca della cittadinanza a Benito Mussolini sarebbe servita solo “a rimestare sentimenti di odio e rivalsa nocivi alla pacifica convivenza della nostra comunità”. La stessa mozione era stata proposta già l’anno scorso, ma l’amministrazione guidata dallo stesso sindaco non diede corso alla cosa, in quanto vi era in corsi la campagna elettorale, e che qualsiasi decisione sarebbe servita solo per creare tensione e doveva essere quindi affrontata dalla successiva amministrazione, elettorato a voluto che ad affrontarla fosse proprio lo stesso sindaco Avv. Giampiero Cipani, il quale dopo la votazione ha dichiarato “Siamo antifascisti ma la storia non si cancella”. Una decisione che non trova accoglimento anche da parte dell’ANPI che ha giudicato la stessa una scelta della civica amministrazione con tanta leggerezza. Non è il primo comune presso il quale vengono fatte proposte di revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini o agli appartenenti della famiglia Savoia, che nel bene e nel male regnarono e governarono lo stivale, molti comuni lo hanno fatto, Aosta, Nus (AO), Bergamo, Rho (MI), Certaldo (FI), Livorno, Sarno (SA), città natale di Giovanni Amendola parlamentare liberale deceduto a cause delle lesioni procurategli a seguito di un pestaggio da parte degli squadristi, e a proposito di ciò il sindaco Giuseppe Canfora alla revoca della cittadinanza al Duce dichiarò “Sarno è democrazia, Sarno è libertà”, ma ancora in un nulla di fatto, sono le richieste avanzate alle amministrazioni comunali di Terrralba (OR) e Finale Ligure (GE), per citarne alcune, tutte concessegli tra gli anni 1923/1924. Certo, a volte le scelte di revocare una cittadinanza onoraria, vengono dettate per la maggior parte dal pensiero politico di coloro che amministrano, sicuramente scelte che non si basano su un processo storico, sia questo rivolto alla scelta ricaduta su Mussolini, sia su altri che domani, potrebbero ricadere su altri, una scelta, una decisione, dovrebbe maturare sicuramente dopo un attento processo storico, un processo che non deve primariamente coinvolgere solo chi amministra, ma andrebbe convocato un tavolo composto da ricercatori, professori e storici in quanto profondi conoscitori dei fatti da valutare nel pro e nel contro. Il revisionismo va fatto e ben venga, ma va fatto dopo attenta analisi super partes, scelte scevre del coinvolgimento emotivo dettato dall’appartenenza politica e dalla continua comunicazione ed enunciazione di fatti che diventano solo pura propaganda a fini elettorali. La storia è, e rimane, la testimone degli eventi bellici, economici, sociali, politici, industriali, commerciali e culturali che hanno caratterizzato la vita delle persone e lo sviluppo di un Paese. Per questi motivi, non può il credo politico e l’orientamento ideale di qualsiasi estrazione di un gruppo di persone, cancellare con una delibera gli eventi e la storia, dopo tali riflessioni, è d’uopo concludendo che Mi e Vi chiedo: “La revoca di una onorificenza, può migliorare la qualità di vita dei cittadini”? e, come concluse il Manzoni l’ode “Il 5 Maggio”, con la quale volle mettere in risalto le battaglie, le imprese, e la fragilità umana della figura ampiamente discussa dell’ex imperatore di Napoleone Bonaparte, –  A Voi l’ardua sentenza -.

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