Cinquant’anni dopo il devastante terremoto che colpì il Friuli nel 1976, Gemona del Friuli ha ospitato una giornata di commemorazione che ha riportato alla memoria una delle pagine più drammatiche della storia recente italiana, ma anche una delle più significative in termini di rinascita e ricostruzione. Alla cerimonia erano presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, giunti insieme nel cuore del Friuli per rendere omaggio alle vittime e a una comunità che, dalle macerie, seppe ripartire con straordinaria determinazione. Il sisma del 6 maggio 1976, di magnitudo 6.5, causò quasi mille morti, decine di migliaia di sfollati e la distruzione di interi paesi, lasciando una ferita profonda nel tessuto sociale ed economico della regione. Durante la commemorazione è stato ricordato come proprio da quella tragedia nacque un modello di gestione dell’emergenza e della ricostruzione che ancora oggi viene studiato e citato come esempio virtuoso: il cosiddetto “modello Friuli”. Un approccio basato sulla centralità delle comunità locali, sulla rapidità decisionale e sulla collaborazione tra istituzioni, tecnici e cittadini, che permise in pochi anni di ricostruire case, scuole e infrastrutture senza disperdere il tessuto sociale. Nel corso degli interventi ufficiali è stato sottolineato come quell’esperienza abbia rappresentato anche l’origine della moderna Protezione Civile italiana, oggi struttura fondamentale nella gestione delle emergenze nazionali. Il Presidente Mattarella ha ricordato il valore della solidarietà dimostrata allora dagli italiani di ogni regione, mentre la Presidente Meloni ha evidenziato come il Friuli abbia saputo trasformare una tragedia in un esempio di efficienza e coesione, diventando un riferimento internazionale nella gestione delle calamità. A Gemona, tra le vie ricostruite e i luoghi simbolo della distruzione di allora, la commemorazione ha assunto anche un carattere profondamente umano, con la partecipazione dei cittadini e dei rappresentanti delle istituzioni locali che hanno rievocato quei momenti difficili ma anche la straordinaria capacità di ripartenza. Oggi il Friuli si presenta come una terra completamente rinata, ma il ricordo del terremoto resta vivo nella memoria collettiva, non solo come tragedia, ma come punto di svolta che ha cambiato il modo in cui l’Italia affronta le emergenze.









