martedì, Marzo 10, 2026
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A BOLOGNA IL PRIMO LICEO SENZA VOTI:”COSÌ GLI ALUNNI STUDIANO SENZA ANSIA”

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Ad averne giovato maggiormente sono gli alunni più bravi, quelli che hanno l’ansia da prestazione. Ma anche chi ha risultati meno brillanti è migliorato. Come? Eliminando i voti. Né 4 né 10. Ma non è nemmeno il 6 politico.fb img 1769208774193

Succede per la prima volta a Bologna al liceo Manzoni, scuola paritaria in via Scipione dal Ferro con tre indirizzi: scientifico, scienze applicate, sportivo che in una quarta scientifico sta sperimentando dallo scorso anno scolastico la novità. Con risultati incoraggianti.

«Siamo partiti da una ricerca regionale del 2023 — spiega il sociologo Adriano De Blasi, referente per l’inclusione della scuola — sul benessere in classe, da cui emergeva che le emozioni degli studenti erano per il 70% la noia, per il 77% l’ansia. Era un mio pallino la scuola senza voti, in quel periodo poi lavoravo con ragazzi con ansie assurde rispetto alle proprie competenze, pur essendo in gamba dovevamo frammentare le interrogazioni».

Prima di mettere in pratica la novità, la preside Marilena Ignesti ha però organizzato un convegno con Sonia Bacchi, tra le docenti che in Italia per prime hanno praticato e studiato il modello. È nato così il Clod, come è stata denominata, la Classe degli obiettivi e del dialogo, partito a settembre 2024.

Obiettivi e dialogo sono in effetti gli elementi su cui abbiamo basato l’azione didattica, la cui finalità non è più raggiungere il 6 — aggiunge Cristina Lippi che insegna matematica ed è la referente del Clod — ma conoscenza, abilità e competenze. Naturalmente rinunciare ai voti numerici implica un grande lavoro sulla valutazione. In sintesi prendiamo in considerazione tutte le attività svolte in classe in modo che il voto allo scrutinio, che è l’unico sopravvissuto e obbligatorio, tenga conto di tutto».

Invece le prove scritte e orali non si sintetizzano più in un numero. «Nel mio caso — osserva la docente — prendo in considerazione l’algebra, i calcoli, i procedimenti, la comprensione dei problemi e la rappresentazione grafica. E per ogni aspetto do un giudizio: obiettivo non ancor a raggiunto; raggiunto negli aspetti essenziali; pienamente raggiunto. Così ognuno sa su cosa deve lavorare ma anche cosa gli riesce meglio. La verifica con i segni rossi mostra solo gli errori. Noi sottolineiamo anche le potenzialità».fb img 1769209467279

Prima di decidere se estendere il Clod a tutto il Manzoni, aspetteranno che la classe dove è in corso la sperimentazione arrivi alla maturità.

«Per ora i test Invalsi ci hanno dato ragione — continua la preside — anche rispetto all’altra classe dello scientifico, che è una sorta di gruppo di controllo. La sperimentazione è partita in terza. Avevamo una seconda che per ragioni numeriche andava divisa. Così abbiamo presentato il progetto della classe senza voti alle famiglie: in 10 ci hanno seguito, 15 hanno scelto di proseguire con il metodo tradizionale di votazione. Ora che sono in quarta sia gli Invalsi sia le nostre valutazione confermano che eliminare la pressione del voto e lavorare per obiettivi argina l’ansia e agevola l’apprendimento».

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