Alla nostra redattrice Chiara Ortuso, nel giorno del suo compleanno. Sia la tua vita splendente come una primavera di sole! Direzione e Redazione ”LE MUSE ”- rivista di Cultura internazionale- L’Italia nel mondo.
40 anni domani. Sento e vedo scorrere i fotogrammi di una vita vissuta all’insegna dell’onestà intellettuale e della passione. Ricordo le febbricitanti attese notturne e le feste in quel terrazzo, costruito sulla roccia, della mia casa a mare. Rammemoro gli sguardi innamorati di mio padre mentre scatta l’ennesima foto, intanto che la mamma mi abbraccia, sistemando un vestito quasi sempre troppo grande per un fisico spesso esile, una fragilità naturale, una sensibilità immensa. Di me bambina conservo quella sincerità e capacità di comunicare che ha sempre sorpreso tutti, la dialettica fluente, l’ambizione, la determinazione, l’amore per i libri, per la scrittura, la filosofia, lo studio, il canto, gli animali. Il sorriso che campeggia, anche se l’anima spesso piange, su un volto che rivedo splendere tra le fossette del viso acerbo di mio figlio. Ho amato moltissimo, sono stata riamata, ma anche ferita, delusa, ingannata ed anche io, in questo breve ma lungo scorcio di esistenza, ho deluso e ferito qualcuno. Giochi dell’umana specie per stare al mondo ed abitarlo senza troppo annoiarsi. Il divino ha spesso accompagnato i miei viaggi intellettuali, sfidandomi nella ricerca costante di una fede che tento, malgrado la mia estrema razionalità, di coltivare ogni giorno. Alle volte mi sembra di aver vissuto un’eternità e forse è stato così, in tutte le scelte ed in luoghi che ho desiderato, in tutti gli occhi in cui ho dimorato, in tutte le traverse di quest’avventura disperatamente violenta ed umana che chiamiamo vita. La costanza dei miei giorni si è manifestata nelle gesta di mia madre, il suo equilibrio, la sua intelligenza che risuonano e vivono nella mia coscienza così come l’acutezza, la brillantezza ed il vigore di mio padre risplendono nei miei pensieri. A loro dedico tutti i miei istanti, ogni momento di significato dei miei anta, nella speranza di poterne ancora vivere tanti assieme. Ad Attilio e a Vincenzo, che si muovono con coraggio nel mezzo dei miei furori e delle mie gioie, delle lacrime e delle sofferenze le quali, da anima inquieta quale sono, vivo, consacro e riservo tutto ciò che verrà, nella consapevolezza della variabilità e dell’ecletticita’ di un tempo misterioso e, per tutte queste ragioni, imprevedibilmente meraviglioso. Ai miei cugini che per me sono stati, e sono ancora oggi, fratelli e sorelle, riferimenti invisibili ma presenti di ogni mio giorno. Alle mie amiche e ai miei amici di sempre che resistono alla prova di anni e distanze, con loro sono a casa in ogni angolo di essere, in ogni frangente di chiamata o messaggio. Un ultimo, ma non per questo meno importante pensiero, va alla sostanza delle mie giornate, a quei ragazzi di vita che riempiono le mille stagioni ed il mio cuore, rappresentando la parte più bella di una professione portata avanti con perseveranza e costanza. Voi siete e sarete sempre quelle scintille che accendono la mia curiosa sete di conoscenza. Forse il percorso che resta mi riserverà tante sorprese o forse no e probabilmente è questa la profonda bellezza di questo epicale ed estremo tratto di strada#40anni# Alla Chiara che ero, a quella che sono, a quella che sarò❤️
Chiara Ortuso nasce e risiede a Palmi, provincia di Reggio Calabria, il 5 agosto 1986. Appassionata di humanae litterae, dopo aver conseguito, con pieni voti, la maturità classica si laurea nel 2010 presso l’Università degli Studi di Messina in Filosofia e Storia (triennale) e, nel luglio 2012, si specializza in Filosofia Contemporanea con 110 e lode. Nel 2013 termina un Master in Consulenza Filosofica e gestione delle risorse umane, nonché un corso di perfezionamento in metodologie didattiche integrate e nuove pratiche nella scuola dell’innovazione e dell’inclusione (2026). Abilitata (TFA) per la sua classe di concorso (Filosofia e Storia, A019) nel luglio 2015, insegna storia e filosofia come docente di ruolo presso l’Istituto d’Istruzione superiore “Nicola Pizi”. Impegnata da sempre nel settore socio-umanitario (è stata presidente del Leo Club di Palmi 2009-11 e portavoce 2012-13 della sezione giovanile Unicef di Palmi, nonché socia dell’Inner Wheel di cui svolge la funzione di Addetta stampa), ha operato per quattro anni come volontaria presso il Centro socio-riabilitativo diurno Emmanuele, nell’ambito dell’Associazione ONLUS “Presenza”, di cui è membro attivo. Partecipa da molti anni come utente al Festival della Filosofia Modena-Carpi-Sassuolo. La stessa è docente di corsi di Filosofia presso la scuola di formazione digitale EURO FORMATION, collaborando come articolista di molte riviste mensili locali (“Madre Terra”, “Le Muse”) e per alcuni blog filosofico-letterari online. Ha pubblicato nel maggio del 2016, con la casa Editrice Calabria Letteraria (Rubbettino), un libro di saggi letterario-filosofici dal titolo: “Vuoti d’aria. Sulle cime del pensiero”, vincitore del “Premio letterario Palmi. Opera Prima”. Dal dicembre del 2016 fa parte della SFI (Società Filosofica Italiana) per la sezione universitaria di Messina. Ha ricevuto nel marzo del 2017 il premio Anassilaos Donna per la sua attività di scrittura. La Ortuso ha, poi, pubblicato presso la casa editrice Laruffa di Reggio Calabria uno studio filosofico di estetica contemporanea: “Tra simbolismo ed estetismo: Paul Valéry” (2017), una raccolta di testi in prosa dal titolo: “Labirinti di Cristallo (2018) ed infine una silloge poetica dal titolo: apoperai, Resti di poesia (Albatros 2021), con la quale ha ottenuto il primo premio di poesia internazionale Isola d’Elba, Ascoltando i silenzi del mare nel 2021. Nel 2022 ha conseguito una terza laurea magistrale in Scienze Pedagogiche (curriculum psico-educativo). Nel 2024 esce, per l’editore Nulla die, Il ruolo della scuola postmoderna, ultimo lavoro della Ortuso.










