martedì, Febbraio 10, 2026
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A Tokyo incontro Meloni-Takaichi, messaggio a Trump: ”Preoccupati da barriere al commercio”

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di Olimpia Fumagalli

 

 

In una foto simbolo si concentra il senso politico di una missione. Giorgia Meloni affida ai social un selfie sorridente con la premier giapponese Sanae Takaichi, rielaborato in stile manga, omaggio esplicito alla cultura nipponica e messaggio immediato di sintonia tra due leader conservatrici.

«Due Nazioni lontane ma sempre più vicine. Amicizia e sintonia», scrive la presidente del Consiglio, con tanto di bandierine tricolore e giapponese. Dietro l’estetica pop, però, emerge un contenuto politico ben più sostanziale, destinato a far discutere.

Dal colloquio bilaterale tra Italia e Giappone affiora infatti una presa di distanza, neppure troppo velata, da alcune forzature della Casa Bianca di Donald Trump, oltre che dalla concorrenza sleale della Cina. Un passaggio tutt’altro che scontato, soprattutto per Roma.

 

Nel documento congiunto spicca il richiamo all’«ordine internazionale basato sulle regole del diritto internazionale». Una formula classica, ma carica di significato nel contesto delle tensioni globali che attraversano commercio, sicurezza e alleanze strategiche.

Ancora più esplicito il capitolo dedicato ai rapporti commerciali. Italia e Giappone si dicono «fortemente preoccupati» per ogni forma di coercizione nei commerci, per le pratiche non libere e per le restrizioni capaci di spezzare le catene globali del valore e creare distorsioni di mercato: un riferimento che molti leggono come una critica ai dazi americani.

L’accoglienza a Tokyo è calorosa. Tra sorrisi, applausi e una mascotte in vista dell’Expo green 2027, Takaichi – al potere da meno di tre mesi – riceve Meloni nella residenza ufficiale del governo. «Auguri, Giorgia!», le dice, celebrando il suo 49° compleanno.

Entrambe rivendicano un partenariato strategico speciale e il valore simbolico di una relazione tra le prime donne premier nella storia dei rispettivi Paesi. «Un grande onore e una responsabilità ancora maggiore», sottolineano. Meloni parla di un rapporto che «può diventare anche un’amicizia personale, nel reciproco interesse della Nazione».

Dietro il cerimoniale impeccabile, però, emerge il rigore giapponese verso la stampa. I giornalisti italiani vengono lasciati in piedi, senza sedie né possibilità di registrare. Vietato sedersi, vietato filmare, persino l’acqua è concessa solo a chi ha una borraccia: protocollo inflessibile.

È la terza visita di Meloni in Giappone in tre anni. «Non è un caso, ma una scelta», rivendica la premier, richiamando il concetto giapponese di “Ganbaru”: spingersi oltre i propri limiti. La missione proseguirà con incontri con i vertici dell’industria e della tecnologia, prima del volo verso Seul, ultima tappa del viaggio asiatico.

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