Si è aperta questa mattina, presso il Tribunale di Salerno, l’udienza preliminare relativa all’inchiesta della Procura salernitana su un presunto scambio elettorale politico-mafioso avvenuto in occasione delle elezioni comunali del 2019 a Capaccio Paestum. Tra gli indagati figura Franco Alfieri, ex sindaco della cittadina cilentana ed ex presidente della Provincia di Salerno, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari. Nelle scorse ore sono state rese note anche le motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza cautelare, disponendo un nuovo esame della misura da parte del tribunale competente, chiamato ora a rivalutare le esigenze cautelari alla luce delle osservazioni della Suprema Corte.
«Questa è la vicenda del patto elettorale politico-mafioso, è l’unica fattispecie contestata e speriamo di poterla approfondire meglio», ha dichiarato l’avvocato Domenicantonio D’Alessandro, legale di Alfieri, all’uscita dal palazzo di giustizia. Il difensore ha precisato che il prosieguo dell’udienza preliminare è stato fissato all’11 febbraio prossimo e che, al momento, non si è ancora entrati nel merito del procedimento.
Alla domanda sull’eventuale presentazione di un’istanza di revoca o attenuazione della misura cautelare, alla luce delle decisioni della Cassazione, l’avvocato ha spiegato che la difesa sta ancora valutando il da farsi. «Dopo la pronuncia della Cassazione – ha aggiunto – dovrà esprimersi anche il Tribunale del Riesame». Nel corso del procedimento, ha infine sottolineato il legale, Franco Alfieri risulta anche persona offesa in relazione a un presunto tentativo di estorsione, un aspetto che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti nel corso dell’iter giudiziario.
L’inchiesta resta dunque aperta e al centro dell’attenzione giudiziaria e politica, in attesa dei prossimi sviluppi processuali.









