Caffeina
Partenza in salita per l’Inter a San Siro nel match di Champions League contro il Liverpool: dopo appena dieci minuti Cristian Chivu ha perso il suo faro in mezzo al campo, Hakan Calhanoglu. Il regista turco si è fermato improvvisamente per un problema muscolare, ha fatto cenno alla panchina e ha chiesto il cambio immediato, trasformando l’inizio di serata in un rompicapo tattico per l’allenatore nerazzurro.
Calhanoglu è riuscito a lasciare il terreno di gioco sulle proprie gambe, ma la sensazione è stata subito quella di un fastidio all’inguine da non sottovalutare. Al suo posto è entrato Piotr Zielinski, chiamato a posizionarsi in cabina di regia e a prendere in mano le chiavi del gioco interista. Solo gli esami strumentali delle prossime ore chiariranno l’entità dell’infortunio e se si sia trattato di una scelta davvero solo precauzionale.

Doppia tegola per Chivu contro il Liverpool
Come se non bastasse, alla mezz’ora del primo tempo è arrivata un’altra pessima notizia per l’Inter: si è fermato anche Francesco Acerbi. Il centrale ex Lazio è rimasto a terra per alcuni minuti dopo un contrasto, poi ha provato a stringere i denti ma alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca, lasciando il posto a Yann Bisseck e costringendo Chivu al secondo cambio obbligato prima dell’intervallo.

Due infortuni così ravvicinati, e per di più in una sfida ad altissima intensità come quella contro il Liverpool, complicano enormemente i piani di Chivu. Senza Calhanoglu, regista e cervello della squadra, i nerazzurri perdono qualità nelle uscite palla al piede; senza Acerbi, uno dei leader della retroguardia e protagonista anche nella finale di Champions League 2024-2025, viene meno una delle certezze difensive più affidabili.
In attesa dei referti, in casa Inter si spera che per entrambi si tratti solo di stop brevi, perché il calendario tra coppa e campionato non concede respiro. Per Bisseck e Zielinski, invece, l’improvvisa emergenza può trasformarsi in un’occasione importante per guadagnare minuti, fiducia e gerarchie. Ma la sensazione, uscendo da San Siro, è che la notte contro il Liverpool possa lasciare strascichi più pesanti del semplice risultato.









