
Nel corso del 2025 i controlli sulla sicurezza alimentare si sono fatti sempre più stringenti e capillari, restituendo un quadro che evidenzia criticità diffuse lungo l’intera filiera del cibo, dalla produzione alla somministrazione. È questo il bilancio dell’attività svolta dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri di Genova, che nel corso dell’anno ha intensificato verifiche e ispezioni su tutto il territorio di competenza, portando al sequestro complessivo di 45 quintali di alimenti e all’irrogazione di sanzioni amministrative per un valore complessivo di circa 570.000 euro.
I controlli, effettuati in ristoranti, bar, mense, laboratori di produzione, depositi alimentari e punti vendita, hanno messo in luce una serie di irregolarità che spaziano dalla cattiva conservazione degli alimenti alla mancata tracciabilità dei prodotti, fino a gravi carenze igienico-sanitarie. In numerosi casi, i militari del Nas hanno riscontrato la presenza di alimenti scaduti, conservati in modo non conforme alle normative vigenti o privi delle indicazioni obbligatorie sull’origine e sulla filiera di provenienza, elementi fondamentali per garantire la sicurezza del consumatore.
L’azione di controllo non si è limitata alle sole sanzioni pecuniarie. Nel corso del 2025, infatti, ben 25 attività sono state colpite da provvedimenti di sospensione o chiusura, adottati nei casi più gravi, dove le violazioni riscontrate rappresentavano un rischio concreto per la salute pubblica. Si tratta di un dato significativo, che testimonia come le irregolarità non siano state sporadiche, ma in alcuni casi strutturali e tali da richiedere l’intervento immediato dell’autorità sanitaria e giudiziaria.
Particolarmente rilevante è anche il numero delle denunce: otto titolari o responsabili di attività sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per ipotesi di reato che vanno dalla frode nell’esercizio del commercio alla vendita di alimenti in cattivo stato di conservazione, fino alle violazioni più gravi delle norme a tutela della salute dei consumatori. Episodi che, secondo quanto emerso dalle verifiche, avrebbero potuto causare danni seri, soprattutto alle fasce più fragili della popolazione. Il bilancio tracciato dal Nas di Genova si inserisce in un contesto più ampio di attenzione crescente verso la sicurezza a tavola, tema che negli ultimi anni ha assunto un ruolo centrale anche alla luce dell’aumento dei consumi fuori casa e della complessità delle filiere alimentari. I controlli hanno interessato non solo la ristorazione tradizionale, ma anche servizi di catering, mense aziendali e scolastiche, settori nei quali la corretta applicazione delle norme igienico-sanitarie è essenziale per prevenire intossicazioni e focolai di malattie trasmesse da alimenti. Dall’Arma dei Carabinieri sottolineano come l’obiettivo dell’attività del Nas non sia esclusivamente repressivo, ma anche preventivo. Le ispezioni mirano infatti a garantire il rispetto delle regole e a promuovere una cultura della legalità e della sicurezza alimentare, a tutela dei consumatori onesti e degli operatori che lavorano nel rispetto delle normative. Tuttavia, i numeri del 2025 dimostrano come persistano sacche di illegalità e superficialità che richiedono un’attenzione costante. Il sequestro di 45 quintali di alimenti rappresenta un dato allarmante, non solo per la quantità di cibo sottratto al mercato, ma soprattutto per ciò che esso implica in termini di potenziale pericolo per la salute pubblica. Alimenti non idonei al consumo, se immessi nella catena di vendita o somministrazione, possono infatti provocare conseguenze gravi, dalle intossicazioni alimentari fino a rischi più seri per persone anziane, bambini o soggetti con patologie. Alla luce di questo bilancio, il Nas di Genova ha annunciato che anche nel 2026 i controlli proseguiranno con la stessa intensità, se non maggiore, con particolare attenzione alle attività già risultate irregolari e ai settori considerati più a rischio. Un segnale chiaro rivolto agli operatori del comparto alimentare: la sicurezza a tavola non è un optional, ma un obbligo imprescindibile per tutelare la salute dei cittadini e la credibilità dell’intero sistema.









