martedì, Luglio 14, 2026
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Ambiente e Territorio Flegreo: Fragilità e Risorse di un Area Vulcanica Attiva

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L’Osservatorio Scientifico Flegreo (OSF) dichiara di seguire con grande attenzione l’evoluzione della crisi bradisismica. Secondo l’Osservatorio, i disagi per la popolazione aumentano anche a causa dei tempi lenti e, in alcuni casi, dell’inadeguatezza degli interventi di Protezione Civile per la messa in sicurezza degli edifici e per garantire un minimo di efficienza nei trasporti.

Sul fronte della riduzione della vulnerabilità del patrimonio edilizio, l’OSF segnala una grave confusione. L’amministrazione comunale non riuscirebbe a superarla e scaricherebbe le responsabilità sulla normativa che divide i cittadini tra “buoni e cattivi” e sul Ministro della Protezione Civile. Quest’ultimo, a giudizio dell’Osservatorio, non avrebbe dimostrato l’attenzione e l’impegno necessari per affrontare le difficoltà emerse a seguito dei terremoti. Anche il Parlamento sarebbe intervenuto con provvedimenti poco chiari o avrebbe lasciato passare altre scosse senza adottare misure.

Mancherebbe, secondo l’OSF, una visione sia da parte dei responsabili del governo cittadino sia da parte del governo centrale. Questa confusione avrebbe bloccato ogni iniziativa. L’Osservatorio sottolinea invece che a Pozzuoli, per la sua storia civile e naturale, il problema non può riguardare solo la sicurezza dei singoli edifici, ma l’intera area urbanizzata. Si tratterebbe di tutelare un bene comunitario, patrimonio dell’Umanità. Il fenomeno del bradisismo, ricorda l’OSF, ha contribuito alla nascita della geologia moderna nell’Ottocento., cancellare questo patrimonio culturale equivarrebbe a un delitto. In questa occasione l’Osservatorio ha scelto di non elencare i problemi già noti legati ai frequenti scuotimenti, né di attendere i Bollettini settimanali e mensili dell’Osservatorio Vesuviano con i dati su numero, magnitudo e velocità di sollevamento del suolo. L’intento è stato piuttosto quello di offrire una breve riflessione sul quadro generale che la comunità sta subendo.

L’OSF non intende però tacere su un nuovo episodio che peggiora ulteriormente i disagi: la chiusura della tratta ferroviaria Bagnoli – Stazione Solfatara della Linea 2 della Metropolitana, disposta a causa di una concentrazione anomala di CO2 nella Galleria Flegrea. Per l’Osservatorio si tratterebbe di un vero e proprio attacco alla mobilità dei residenti nell’area flegrea. Il trasporto su ferro sarebbe di fatto collassato, con la Ferrovia Cumana e la Linea 2 entrambe interrotte.

A fronte del prolungarsi della crisi bradisismica, che ha mostrato un’intensità superiore a quella degli anni ’70 e ’80, sarebbero venuti meno i piani per la mobilità di centinaia di migliaia di persone nel momento più delicato per la sicurezza del territorio. Secondo quanto riferito, la chiusura della Linea 2 sarebbe motivata dalla necessità di garantire la sicurezza dei lavoratori impegnati nella galleria.

L’OSF rileva con preoccupazione che i decisori sembrerebbero dare priorità a progetti come quello della Coppa America a Bagnoli, anziché a ripristinare condizioni di vivibilità per chi subisce le conseguenze del bradisismo. Sulla Cumana tutto finirebbe nel dimenticatoio, mentre la chiusura della Linea 2 sarebbe giustificata ufficialmente dall’anomala presenza di CO2 e dalla necessità di mettere in sicurezza i lavori in galleria. Resta però la domanda su quali siano effettivamente questi lavori. L’OSF rivendica il diritto costituzionale dei cittadini di conoscere cosa avviene nell’ambiente in cui vivono, e non di riceverlo come una concessione.

Solo dopo pressioni, una riunione in Prefettura e due Tavoli Tecnici in Regione Campania, il Bollettino mensile dell’Osservatorio Vesuviano sui Campi Flegrei ha riportato un dato: 70.000 ppm, pari al 7%, rilevato il 30 giugno a 50 metri dall’ingresso di Bagnoli, su tre altezze diverse, con una stazione installata lo stesso giorno. Si tratta di un valore considerato pericoloso perché può causare soffocamento.

L’OSF fa notare però che nei Bollettini di sorveglianza settimanali e mensili l’Osservatorio Vesuviano non avrebbe mai segnalato un aumento dei flussi di CO2 alle fumarole di Agnano-Pisciarelli e alla Solfatara, come risulterebbe anche dai grafici delle stazioni di misura. In assenza di un incremento dei flussi dalle fumarole e dal suolo nelle aree idrotermali, l’ipotesi ragionevole è che i valori anomali in galleria dipendano da un processo di concentrazione in ambiente chiuso.

Da qui la domanda dell’OSF: a quali valori di concentrazione di CO2 facevano riferimento i partecipanti alla riunione in Prefettura e ai Tavoli Tecnici regionali, se il primo dato ufficiale dell’Osservatorio Vesuviano è stato prodotto solo il 30 giugno?

Giuseppe Luongo
Coordinatore dell’Osservatorio Scientifico Flegreo

Antonietta Cacace

campi flegrei orig

 

 

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