
04/02/26: Napoli, i vecchi treni della metropolitana venduti come ferro vecchio: 6mila 800 euro l’uno
Serve spazio nei depositi, bando per la dismissione di nove unità di trazione. Già vendute altre 15, a un prezzo inferiore
Con 6mila 800 euro è possibile acquistare uno dei vecchi trenini gialli della metropolitana di Napoli. Il bando per la cessione di nove treni è già disponibile, e non è il primo. Già da qualche anno l’Anm, l’Azienda Napoletana di Mobilità, sta cercando di liberarsi dei convogli non più utilizzabili e sono già state cedute 15 unità di trazione.
In realtà la vicenda ha avuto un avvio piuttosto difficoltoso: il primo bando per la vendita iniziale di dieci treni andò deserto, e fu necessario abbassare le pretese. Si decise di chiedere un valore di 6.250 euro per ciascuna unità in vendita.
Così sono stati dismessi i primi quindici “pezzi” di metropolitana.
Si tratta di unità di trazione che, per la maggior parte, sono state costruite nel 1990, che hanno percorso in media 1,5 milioni di chilometri ciascuna. Insomma, sono treni che hanno, da tempo, raggiunto il limite massimo di percorrenza sui binari. Sono stati mantenuti in esercizio con interventi “miracolosi” da parte degli operai di Anm che hanno permesso di mantenere in vita in servizio fino all’arrivo dei moderni treni della Caf, avvenuto nell’ottobre del 2022, dopo che un primo tentativo di farli entrare sulla linea andò male per via di un incidente in fase di test.
Il nuovo bando per la cessione dei trenini gialli ha avuto una svolta. Il valore è cresciuto e la richiesta è passata al valore, per ciascuna delle nove unità di trazione in vendita, pari a 6.800 euro. La cessione dei treni, tutti non più funzionanti, spiega l’Anm, nasce dalla necessità di «garantire adeguata superficie di parcamento e manutenzione – è scritto nel documento di Palazzo San Giacomo – all’interno del deposito officina per la flotta disponibile marciante, comprensiva dei nuovi treni acquistati», ed è per questo motivo, chiarisce il documento, che è necessario «procedere, alla alienazione di una parte del materiale rotabile non marciante e ricoverato presso il deposito di Piscinola».