Un terremoto giudiziario scuote i vertici della sanità campana. La Procura di Napoli, guidata da Nicola Gratteri, ha chiuso le indagini su un presunto sistema di appalti truccati all’ASL Napoli 1 e in altri enti pubblici tra il 2019 e il 2021. Ventotto gli indagati, nomi eccellenti compresi. E tra questi non mancano figure vicine – vicinissime – al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.
La bomba giudiziaria deflagra con tempismo sospetto, proprio mentre si discutono nuove nomine nella sanità campana. Secondo l’accusa, un’associazione a delinquere avrebbe agito per garantire l’assegnazione di gare a imprese selezionate. Al centro delle indagini il commercialista Maurizio Matacena, figura-chiave nel presunto sistema.
Tra fedeltà politiche e incarichi strategici
Nel registro spicca il nome di Franco Picarone, presidente della Commissione Bilancio della Regione Campania, considerato un fedelissimo del governatore. Fino a ieri mai toccato da indagini, ora destinatario dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Con lui, l’ex consigliere regionale Luciano Passariello (FdI), Nicola Lepre della “Coop for service”, e persino il manager Ciro Verdoliva, attuale direttore dell’ASL Napoli 1, ritenuto in corsa per la guida del “Ruggi” di Salerno. La Procura muove accuse pesanti: turbativa d’asta e associazione a delinquere finalizzata alla manipolazione degli appalti pubblici. Un’inchiesta che rischia di trasformarsi in una bomba politica, travolgendo figure di primo piano in Campania.
Il segnale di Gratteri
Il neo procuratore Nicola Gratteri sembra aver portato a Napoli il suo metodo: colpire in alto, senza guardare in faccia nessuno. Se le accuse saranno confermate, non si tratterebbe di mele marce isolate, ma di un sistema radicato, coperto da relazioni politiche e amministrative. Chi controlla chi?
L’indagine solleva una domanda cruciale: chi controlla davvero la sanità campana? E quanto potere ruota attorno al “cerchio magico” che circonda Palazzo Santa Lucia? Domande che oggi, davanti agli sviluppi giudiziari, non possono più restare sussurrate.
Conclusione
L’inchiesta è appena agli inizi del suo impatto pubblico. Ma già adesso è evidente che qualcuno, molto in alto, ha ragione di preoccuparsi.









