L’occasione per un approfondimento sull’importante opera in corso di realizzazione a Taranto, l’ospedale “San Cataldo” è stata la visita del presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Mimmo Perrini, e di numerosi presidenti di Ordini provinciali degli Ingegneri d’Italia, accompagnati dal presidente dell’Ordine jonico Gigi De Filippis, che hanno visitato nei giorni scorsi il cantiere del San Cataldo .

Una visita che l’ordine degli ingegneri di Taranto ha qualificato di “enorme interesse tecnico-professionale che ha consentito a tanti professionisti italiani di valutare lo stato di avanzamento dell’opera e il livello di tecnologia e innovazione che si va sviluppando tra corsie, reparti, laboratori, sale diagnosi e sale operatorie”.
L’ampio servizio fotografico, pubblicato sulla pagina social dello stesso ordine, ha rappresentato bene lo stato dell’arte dell’opera ed in particolare la modularità dell’interno e dell’estero dell’edificio, che chi scrive lo ha percepito come uno spazio tra un plesso IKEA ed un parco fotovoltaico (qual sarà!!).

Un “corpaccione” (quasi quanto l’IKEA di Bari) si dichiara “essere adagiato” su area naturale sul quale si materializzerebbe “una perfetta sintesi tra ospitalità, architettura e sostenibilità, e garantisce alti standard qualitativi, ambientali, impiantistici e tecnologici in grado di assicurare elevati livelli di comfort, funzionalità e sicurezza. Per la progettazione – realizzata in ambiente BIM….con strumenti di calcolo più avanzati per l’analisi di forma e orientamento dell’edificio e la simulazione del comportamento dello stesso, al fine di ottimizzarne il dialogo con il territorio”

Ecco a chi scrive sfugge il dialogo con il territorio, non entro nel merito delle tecnologie e degli impianti che saranno adottate, ma per fortuna ci sarà un buon impianto di climatizzazione, ma risulta evidente che il “corpaccione” nelle giornate più del periodo estivo sarà “abbrustolito” insieme a chi abiterà l’interno siano medici ed infermieri ma in particolar modo per i pazienti.
Le immagini che riporto evidenziano l’assoluta assenza di soluzioni progettuali utili a mitigare l’intenso calore estivo, le uniche a godere del fresco degli alberi saranno le autovetture dell’adiacente parcheggio.
La positività sarà certamente la buona funzionalità del previsto parco fotovoltaico, il sole non mancherà. Certo che sarà un “ospedale parco”..ma fotovoltaico!!!

Dalla consultazione in rete si legge che, l’Ospedale San Cataldo di Taranto è una struttura ospedaliera di nuova generazione concepita come un “ospedale-parco” ad alta tecnologia e sostenibilità ambientale. Progettato per sostituire le funzioni del vecchio SS. Annunziata, si configura come un Ospedale di II Livello (DEA II), ovvero un centro di riferimento per l’alta complessità clinica.
Ad aprile 2026, i lavori sono completati al 98% e l’accoglienza del primo paziente è prevista per maggio 2026.

Scheda Tecnica Sintetica
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Caratteristica |
Dettaglio |
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Posti Letto |
715 posti complessivi |
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Superficie Area |
Oltre 90.000 mq (di cui 81.000 mq di aree verdi) |
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Livelli Funzionali |
Struttura articolata in più blocchi connessi |
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Parcheggi |
2.286 posti auto totali (pubblici e privati) |
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Eliporto |
Presente, situato in zona sud-est vicino al DEA |
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Metodologia Progetto |
Realizzato interamente in ambiente BIM |
Con ampia enfasi questo “corpaccione” super assolato tra il parco IKEA ed il parco fotovoltaico è un edificio che è stato orientata al modello patient-centered e bio-technology-centered, con integrazione di AI, IoT e robotica per la gestione delle cure. Include un Dipartimento di Emergenza e Urgenza (DEA), blocchi operatori avanzati e laboratori di analisi centralizzati. Le degenze sono progettate per garantire privacy e standard “alberghieri”, con layout che facilitano il monitoraggio rapido dei pazienti. L’edificio è progettato per ottimizzare l’efficienza energetica attraverso l’analisi dell’orientamento e l’uso di materiali a basso impatto.

L’architettura dell’Ospedale San Cataldo può essere definita come un esempio di architettura ospedaliera contemporanea sostenibile, basata sul concetto di “Ospedale-Parco”. L’idea di fondo è il superamento del classico “monoblocco” cementizio a favore di una struttura integrata nel paesaggio, che utilizza il verde come elemento terapeutico. L’edificio non “occupa” il suolo, ma vi si adagia. È circondato da circa 80.000 mq di aree a verde (parchi e specchi d’acqua), progettati per ridurre l’impatto visivo e migliorare il benessere psicologico di pazienti e operatori.”
La struttura non si sviluppa eccessivamente in altezza. È composta da corpi di fabbrica connessi tra loro, con ampie vetrate che favoriscono l’ingresso della luce naturale, fondamentale per il bioritmo e il risparmio energetico.
Il design segue criteri scientifici che dimostrano come la qualità dello spazio (luce, silenzio, vista sul verde) acceleri i tempi di guarigione e riduca lo stress. Gli interni sono progettati per essere riconfigurabili. Grazie alla progettazione in BIM (Building Information Modeling), la struttura può adattarsi a future innovazioni tecnologiche senza richiedere demolizioni strutturali. L’involucro edilizio è altamente performante, studiato per minimizzare le dispersioni termiche e sfruttare l’orientamento solare per il riscaldamento e l’illuminazione passiva.
In sintesi, si tratta di un’architettura umanizzata, dove la tecnologia medica avanzata convive con un ambiente che ricorda più un campus moderno che un ospedale tradizionale.









