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ATLETICA MONDIALE / IMPRESA STORICA della CORIO

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Grande impresa della mezzofondista romana che cancella il primato della campionessa olimpica di Los Angeles 1984

ROMA — Un soffio di leggenda si è posato sulla pista di atletica, infrangendo un tabù cronometrico che sembrava scolpito nell’ossidiana del tempo. Eloisa Coiro ha compiuto un prodigio sportivo destinato ad abitare a lungo la memoria collettiva dell’atletica leggera italiana: la venticinquenne mezzofondista romana ha sgretolato il monumentale e apparentemente inavvicinabile record nazionale degli 800 metri piani femminili, detenuto per ben quarantasei anni da un’icona immortale come Gabriella Dorio, oro olimpico a Los Angeles 1984. La gara, interpretata dalla Coiro con una perizia tattica e una sfrontatezza agonistica al limite della perfezione, si è dipanata lungo un doppio giro di pista al cardiopalma. Dallo sparo dello starter sino al convulso rettilineo d’arrivo, l’atleta capitolina ha esibito una corsa armonica, dondolante tra la pura frequenza di passo e un’incredibile compostezza del tronco. Nel primo ciclo di quattrocento metri, Eloisa ha mantenuto una condotta saggia, accoccolata nel folto del gruppo di testa senza farsi irretire da strappi prematuri o bagarre corsiole, risparmiando preziose energie glicolitiche per l’apoteosi finale. È stato sul rettilineo opposto all’arrivo che si è compiuta la metamorfosi: con una progressione perentoria e una capacità di accelerazione quasi vellutata, la Coiro ha spalancato le leve, ingranando una marcia superiore che ha sorpreso le avversarie e proiettato il suo corpo oltre la soglia del dolore. Nel momento in cui i muscoli invocavano resa sotto l’attacco dell’acido lattico, la romana ha attinto a una riserva d’animo e di tempra sconfinata, avventandosi sul traguardo con il petto in fuori e lo sguardo fisso sul tabellone elettronico. Alla comparsa dell’ufficialità cronometrica, il tempo ha come arrestato la propria corsa: il riscontro ha certificato la caduta di uno dei primati più vetusti e venerati dello sport azzurro. Abbracciata dalle compagne di gara e travolta da un’ondata catartica di lacrime di liberazione, Eloisa Coiro ha realizzato l’enormità dell’impresa compiuta. La sovrascrittura del nome di Gabriella Dorio non rappresenta un mero dato statistico o una curiosità da almanacco, bensì la consacrazione di una donna e di un’atleta che, attraverso anni di metodica abnegazione e silenzioso sacrificio, ha saputo superare il confine del possibile, riscrivendo la geografia del mezzofondo nazionale.

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