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Avellino, Sergio Tia trovato morto in casa: ferita alla testa, porta socchiusa e nuovi rilievi della Scientifica

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di Raffaella Iannece Bonora

 

 

Il corpo è stato rinvenuto nel corridoio dell’appartamento di viale Italia. La Procura ha disposto l’autopsia e il sequestro dell’abitazione, dell’auto e di alcuni effetti personali. Nessuna ipotesi è esclusa: gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore dell’uomo.

AVELLINO – È ancora avvolta nell’incertezza la morte di Sergio Tia, trovato senza vita giovedì 6 agosto nel suo appartamento di viale Italia, nel centro di Avellino. Il corpo era riverso sul pavimento del corridoio, a poca distanza dalla porta d’ingresso, in una pozza di sangue. Sul capo sarebbe stata riscontrata una ferita la cui natura dovrà essere chiarita dall’autopsia.
A rendere il quadro particolarmente delicato è anche un altro elemento: al momento del ritrovamento la porta dell’abitazione sarebbe rimasta socchiusa. Nell’appartamento sono stati inoltre trovati alcuni oggetti e suppellettili rotti. Gli investigatori, tuttavia, non hanno elementi sufficienti per affermare che il disordine sia conseguenza di una colluttazione: l’uomo si era trasferito da poco ad Avellino e parte della situazione presente nell’abitazione potrebbe essere collegata proprio al recente trasloco.
Per questo motivo, allo stato delle indagini, non è corretto parlare di omicidio. Tra le ipotesi prese in considerazione figurano un malore, una caduta accidentale o un evento violento con eventuale coinvolgimento di altre persone. Nessuna pista è stata finora confermata o definitivamente esclusa.

Il padre non riusciva più a contattarlo

A far scattare l’allarme è stato il padre di Sergio Tia. I familiari non riuscivano ad avere sue notizie dalla sera precedente e l’uomo non rispondeva ai messaggi. Preoccupato, il padre si è recato nell’abitazione e lì è avvenuta la drammatica scoperta. Sono state quindi immediatamente allertate le forze dell’ordine.
Sul posto sono intervenuti inizialmente gli agenti delle Volanti, seguiti dalla Squadra Mobile di Avellino e dagli specialisti della Polizia Scientifica. L’area è stata isolata per consentire agli investigatori di lavorare senza alterare eventuali tracce presenti all’interno dell’appartamento.
Il sopralluogo è durato diverse ore. Gli specialisti hanno fotografato gli ambienti, ricostruito la posizione del corpo e repertato gli elementi ritenuti utili all’inchiesta. Il primo esame esterno eseguito dal medico legale non ha però consentito di individuare con certezza la causa della morte.

Procura sul posto e fascicolo aperto

La vicenda viene seguita direttamente dalla Procura della Repubblica di Avellino. Sul luogo del ritrovamento sono arrivati anche il procuratore facente funzioni Francesco Raffaele e il sostituto procuratore Francesco Santosuosso, titolare del fascicolo.
Gli accertamenti non si sono limitati all’appartamento. Gli investigatori hanno esaminato anche l’automobile della vittima, una Renault Clio parcheggiata nelle vicinanze. L’abitazione è stata posta sotto sequestro e la Procura ha disposto anche il sequestro dell’auto e di alcuni effetti personali, così da consentire ulteriori approfondimenti.
L’obiettivo è ricostruire con precisione le ultime ore di vita di Sergio Tia: chi abbia incontrato, quali spostamenti abbia effettuato e se qualcuno sia entrato nell’appartamento prima della morte.

Questa mattina la Polizia è tornata nell’abitazione

L’indagine non si è fermata al primo sopralluogo. Nella mattinata di oggi, 7 agosto, gli investigatori sono tornati nell’appartamento di viale Italia per effettuare nuovi rilievi. È uno degli aggiornamenti più recenti sul caso e conferma che la scena viene ancora analizzata alla ricerca di elementi utili.
Parallelamente vengono ascoltati familiari, amici e colleghi per definire la rete di contatti dell’uomo e ricostruire ciò che è accaduto nelle ore precedenti al decesso.

Da Napoli ad Avellino per lavoro

Sergio Tia era originario del Napoletano e si era recentemente trasferito ad Avellino per motivi professionali. Le fonti lo descrivono come consulente nel settore dei servizi per il lavoro, impegnato presso un’agenzia interinale del capoluogo irpino. Lascia la moglie e un bambino di cinque anni.
Anche sulla sua età le prime ricostruzioni giornalistiche non sono perfettamente concordi: diverse fonti, compresa Fanpage e un primo articolo del Corriere del Mezzogiorno, indicano 42 anni, mentre successivi aggiornamenti dello stesso Corriere e altre testate riportano 44 anni. In assenza di una comunicazione ufficiale definitiva, è quindi prudente evitare di fondare il racconto su questo dato.

L’autopsia sarà decisiva

La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale Moscati di Avellino. La Procura ha disposto l’autopsia, considerata il passaggio fondamentale per chiarire quale sia stata la causa effettiva del decesso e, soprattutto, la natura della ferita alla testa.
L’esame dovrà permettere di stabilire se quella lesione sia compatibile con una caduta, se sia stata provocata da un oggetto o se sia conseguenza di una dinamica diversa. Soltanto dopo i risultati medico-legali sarà possibile restringere concretamente il campo delle ipotesi investigative.
Per ora, quindi, il caso resta aperto. La porta socchiusa, la ferita alla testa e la posizione in cui è stato trovato il corpo sono elementi da chiarire, non prove di un’aggressione. Le prossime risposte sono attese dall’autopsia, dai nuovi rilievi della Scientifica e dalla ricostruzione delle ultime ore di Sergio Tia.

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