L’aula del tribunale si è trasformata in un teatro di tensione e dolore, dove la rabbia dei familiari delle vittime è esplosa con violenza verbale e fisica contro i coniugi Moretti. «Avete ucciso i nostri figli», hanno gridato tra le lacrime alcuni genitori, mentre la coppia veniva accompagnata all’interno del palazzo di giustizia per gli interrogatori previsti dall’inchiesta che li vede coinvolti nella tragedia costata la vita a più giovani. Momenti concitati si sono registrati già all’ingresso, quando i parenti delle vittime, presenti in gran numero, hanno circondato i coniugi tra urla, accuse e tentativi di avvicinamento. È stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per evitare il contatto diretto e riportare la calma. Secondo quanto ricostruito, non ci sarebbero feriti gravi, ma la tensione è stata altissima e ha reso necessario rafforzare il dispositivo di sicurezza attorno alla coppia.
Ieri è stato interrogato il marito, che davanti al magistrato avrebbe pronunciato parole di rammarico: «Chiedo scusa, nessuno dovrebbe vivere questa tragedia». Una dichiarazione che non è bastata a placare il dolore e la rabbia dei familiari, convinti delle responsabilità della coppia nella vicenda che ha sconvolto l’intera comunità. L’uomo avrebbe risposto alle domande degli inquirenti ricostruendo la propria versione dei fatti, mentre la Procura continua a vagliare testimonianze, perizie e accertamenti tecnici per definire il quadro delle responsabilità. Per oggi è previsto l’interrogatorio di Jessica Moretti, figura centrale nell’inchiesta. Gli investigatori puntano a chiarire alcuni aspetti ancora controversi della dinamica e a verificare eventuali incongruenze emerse nelle dichiarazioni precedenti. Il fascicolo aperto dalla Procura ipotizza reati gravi, sui quali però vige il massimo riserbo. Fuori dal tribunale si è radunata una folla silenziosa ma visibilmente provata. Alcuni hanno esposto fotografie delle vittime, altri hanno acceso candele in segno di ricordo. Il dolore dei genitori si è trasformato in un grido collettivo che ha squarciato la compostezza dell’udienza, rendendo evidente quanto la ferita sia ancora aperta. L’aggressione ai coniugi Moretti riaccende il tema della sicurezza nei palazzi di giustizia e della gestione delle udienze nei casi ad alto impatto emotivo. Le autorità stanno valutando eventuali provvedimenti per garantire lo svolgimento sereno delle prossime fasi processuali, evitando che episodi simili possano ripetersi. Intanto, la comunità resta sospesa tra il bisogno di giustizia e il rispetto delle garanzie processuali. La magistratura prosegue il proprio lavoro con l’obiettivo di fare piena luce sulla vicenda, mentre le famiglie delle vittime chiedono verità e responsabilità. In un clima segnato da dolore e tensione, l’inchiesta entra ora in una fase cruciale, con l’interrogatorio odierno che potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per delineare il futuro giudiziario dei coniugi Moretti.









