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BACOLI COLORI CONTRO LA MAFIA: ALLA CASINA VANVITELLIANA ARRIVA IL GRIDO DELL’ARTE CONTRO CAMORRA E SILENZI

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Non sarà una semplice mostra. Non sarà soltanto arte appesa alle pareti di una sala storica. Sarà un pugno nello stomaco. Un viaggio tra sangue, memoria e coscienze. Un grido fortissimo contro la mafia nel cuore di Bacoli. Venerdì 22 maggio alle ore 11.30 la Casina Vanvitelliana del Lago Fusaro aprirà le sue porte a “Colori contro la mafia”, la mostra antimafia del maestro Gaetano Porcasi promossa da Magazine Informare con il sostegno del Comune di Bacoli e del Centro Ittico Campano. Un evento destinato a trasformarsi in qualcosa di molto più grande di una semplice inaugurazione culturale. Perché dentro quelle tele ci sono volti. Storie spezzate. Vittime innocenti. Magistrati assassinati. Giornalisti uccisi. Uomini e donne travolti dalla violenza criminale. E ogni quadro sarà una denuncia. Una ferita aperta. Un’accusa senza filtri contro il potere mafioso e contro tutti i silenzi che negli anni hanno soffocato verità e giustizia. La scenografia sarà quella imponente e simbolica della Casina Vanvitelliana, affacciata sul Lago Fusaro. Un luogo di bellezza trasformato per giorni in presidio di memoria civile. Le opere di Gaetano Porcasi invaderanno sale e corridoi raccontando attraverso colori forti, immagini crude e volti indimenticabili la lunga scia di sangue lasciata dalla criminalità organizzata nel Paese. E accanto ai dipinti ci sarà anche la tecnologia della memoria. Ogni opera sarà accompagnata da un QR code che permetterà ai visitatori di ascoltare storie, testimonianze e ricostruzioni legate ai personaggi rappresentati. Un’esperienza immersiva pensata soprattutto per i più giovani. Per gli studenti. Per una generazione che deve conoscere, capire e scegliere da che parte stare. Perché la mafia si combatte anche così. Con la cultura. Con l’arte. Con la memoria che diventa educazione civile. E proprio gli studenti saranno protagonisti dell’iniziativa insieme alle istituzioni, alla magistratura e al mondo dell’informazione. Una platea ampia. Importante. Carica di significato. Ad aprire i lavori sarà il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione che porterà i saluti istituzionali in una giornata destinata a segnare il territorio flegreo. Interverrà Angelo Morlando, fondatore dell’Associazione Officina Volturno, realtà impegnata sul fronte dell’impegno civile e sociale. Poi spazio ai magistrati. Volti dello Stato. Uomini delle istituzioni chiamati ogni giorno a fronteggiare criminalità, clan e sistemi di potere. Saranno presenti il sostituto procuratore della Procura di Napoli Maurizio Giordano, la gip del Tribunale di Napoli Federica Colucci, il sostituto procuratore della Procura di Napoli Nord Cesare Sirignano e il procuratore aggiunto presso il Tribunale di Nola Giuseppe Cimmarotta. Nomi pesanti. Figure centrali nella lotta alla criminalità organizzata in Campania. Magistrati che porteranno testimonianze, riflessioni e messaggi davanti a una sala che si preannuncia gremita. Attesi anche gli interventi dell’europarlamentare Sandro Ruotolo, da sempre impegnato sui temi della legalità e della libertà d’informazione, e dello stesso Gaetano Porcasi, artista simbolo dell’arte civile e autore delle opere esposte. Sarà lui a raccontare il significato di quei colori. Di quei volti. Di quelle tele nate per non lasciare che il tempo cancelli memoria e responsabilità. A moderare l’incontro sarà Antonio Casaccio, direttore responsabile di Magazine Informare, promotore dell’evento insieme ai partner istituzionali. Le conclusioni saranno affidate al prefetto di Napoli Michele di Bari. Un finale istituzionale forte per una giornata che unirà arte, legalità e impegno civile in uno dei luoghi più simbolici dell’area flegrea. Ma “Colori contro la mafia” non sarà soltanto un evento di poche ore. La mostra resterà aperta fino al 2 giugno trasformando Bacoli in una grande piazza della memoria. Una memoria viva. Dolorosa. Necessaria. Perché ogni quadro racconterà una storia che non può essere dimenticata. Ogni volto dipinto parlerà di vite spezzate dalla violenza mafiosa. E ogni studente che attraverserà quelle sale porterà via con sé una domanda inevitabile: quanto sangue ancora servirà prima che la cultura della legalità diventi davvero patrimonio collettivo? Nel corso dell’iniziativa sarà presentato anche il volume “La Storia di Napoli a Fumetti”, altro tassello di un percorso che punta a raccontare territorio, criminalità e riscatto attraverso linguaggi capaci di arrivare soprattutto alle nuove generazioni. E mentre Bacoli si prepara ad accogliere magistrati, artisti e studenti, la Casina Vanvitelliana diventa per alcuni giorni molto più di uno spazio espositivo. Diventa un fronte culturale. Un luogo dove l’arte smette di essere decorazione e diventa denuncia. Diventa resistenza. Diventa memoria contro la mafia.

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