domenica, Marzo 15, 2026
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«Bambina morta a Bordighera: testimone smentisce la madre, era sola al mattino»

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BORDIGHERA «L’ho vista rientrare a casa da sola, tra le otto e le otto e dieci del mattino. Sono sicura di quello che dico». È una testimonianza destinata a pesare quella raccolta nelle ultime ore nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della bambina di due anni a Bordighera, vicenda che ha portato all’arresto della madre, ora detenuta con l’accusa di omicidio aggravato.

A parlare è una donna residente nella stessa zona dell’abitazione in cui viveva la famiglia. Una dichiarazione spontanea, resa ai carabinieri dopo che la notizia dell’arresto è diventata di dominio pubblico. «Mi sono sentita in dovere di andare dai carabinieri – racconta – perché quello che ho visto non combacia con quanto ho sentito dire. Quando ho appreso che avrebbe dichiarato di aver trascorso la notte in casa, ho capito che dovevo riferire ciò che sapevo». Secondo la testimone, l’incontro sarebbe avvenuto lungo una strada del quartiere, in un orario compatibile con le prime luci del mattino. «Erano circa le 8 o le 8:10. Ricordo bene l’orario perché stavo andando al lavoro. Le nostre auto si sono incrociate e per un attimo ho pensato che potessimo scontrarci: se fosse andata un po’ più veloce mi avrebbe urtata. È stato un attimo, ma i nostri sguardi si sono incrociati chiaramente».

Un dettaglio che, nella sua ricostruzione, assume un valore centrale: «Sono sicura che in macchina non c’era nessuno. Era sola. Ho guardato istintivamente all’interno dell’abitacolo proprio perché l’incrocio è stato ravvicinato. Non c’erano passeggeri, né davanti né dietro». La donna sottolinea di non avere alcun interesse personale nella vicenda. «Non la conoscevo bene, solo di vista. Non ho nulla contro di lei. Ma quando si parla della morte di una bambina così piccola, credo che chiunque abbia il dovere morale di raccontare ciò che sa».

Gli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Procura competente, stanno verificando ogni elemento utile a ricostruire le ultime ore di vita della piccola. La testimonianza si inserisce in un quadro investigativo ancora in fase di consolidamento, dove orari, spostamenti e dichiarazioni vengono confrontati con tabulati, eventuali immagini di videosorveglianza e rilievi tecnici. Al centro dell’attenzione ci sarebbe proprio la dinamica temporale della notte e della mattina successiva, un arco di tempo ritenuto cruciale per comprendere cosa sia realmente accaduto nell’abitazione di Bordighera. L’ipotesi accusatoria, che dovrà essere vagliata nelle sedi giudiziarie, contesta alla madre una versione dei fatti ritenuta non coerente con alcuni riscontri raccolti finora. «Non volevo espormi – conclude la testimone – ma quando ho capito che il mio racconto poteva essere importante, non ho avuto dubbi. Se i nostri sguardi non si fossero incrociati forse avrei avuto un’incertezza in più, ma io so quello che ho visto». Nel frattempo, la comunità di Bordighera resta scossa e incredula. La morte della bambina ha colpito profondamente un’intera città, lasciando spazio a dolore, interrogativi e attesa per gli sviluppi giudiziari. Saranno ora gli accertamenti tecnici e il prosieguo delle indagini a chiarire ogni aspetto di una vicenda che ha già segnato profondamente il territorio.

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