L’arresto di Polichetti non è il “De Profundis” della politica cavese, anzi.

L’arresto di Polichetti non è il “De Profundis” della politica cavese, anzi.

19 Dicembre 2019 0 Di Redazione
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di Adriano Rescigno*

E così, secondo la Corte di Cassazione, Enrico Polichetti, ex vice sindaco di Cava de’ Tirreni, è stato arrestato in quanto gravemente indiziato per scambio elettorale politico-mafioso e come prevedibile tutti hanno iniziato a cinguettare fastidiosamente la parola “scioglimento”, riferendosi al Comune di Cava de’ Tirreni. Pochi sanno però che in queste ore il primo cittadino, Vincenzo Servalli, è in un’aula di giustizia al tribunale di Nocera Inferiore per testimoniare, “teste dell’accusa”, che il suo Comune, la sua amministrazione, la sua gente, con la camorra, poco, anzi nulla, hanno a che fare. “Gomorra Cavese”, titolarono i giornali nella metà settembre 2018, quella gomorra che fa diretto riferimento alla camorra che su Cava de’ Tirreni farebbe capo ad alcune famiglie “legate” alla figura dell’ex vice sindaco che tempo addietro ebbe già a spiegare che quelle persone sì le conosceva, ma per via di una infanzia – adolescenza in quel di Cava de’ Tirreni dove tutti conosco tutti, soprattutto quando si hanno attività commerciali. Adesso, ammesso che Polichetti conoscesse quelle persone e che quelle stesse persone alle elezioni 2015 lo hanno favorito come comuni cittadini semplicemente con parenti “burrascosi”, così camorristicamente temibili da prenderle non appena hanno varcato la porta della casa circondariale di Fuorni, è possibile spiegare perchè c’è sempre la necessità di pronunciare la parola “scioglimento” quando immediatamente dopo la conferenza stampa in procura a Salerno, lo stesso sindaco Servalli ebbe a dire di rendersi parte civile nel procedimento al fine di allontanare qualsiasi ombra di malaffare su Palazzo di Città? Cara minoranza consiliare, cari cittadini di Cava de’ Tirreni, c’è da chiarire immediatamente un punto: l’arresto di Polichetti, che sicuramente tornerà a casa a breve, è una “misura cautelare” e non di “condanna”; chi scrive, inoltre, basta sbirciare un pò su internet, è un attento occhio su Palazzo di Città, e ben note sono le diatribe – sempre conclusesi con confronti costruttivi e presa di ragione da una parte o dall’altra – con il sindaco Enzo Servalli, la sua maggioranza od i suoi assessori, che personalmente vanto di conoscere e personalmente testimonio essere persone per bene, talmente perbene da metterci la faccia, da prendersi gli insulti senza scomporsi, a volte di peccare di troppo nervosismo per via di una esperienza politica maturata in fretta, insomma, i “bravi ragazzi”, sono realmente bravi, al netto di sfottò, meme e critiche. Pagheranno se ci sarà da pagare alle elezioni, con i consensi negati per via della gestione politica, ma cara città di Cava de’ Tirreni tutta, lasciamo da parte per un attimo la bandiera politica e si impugni il buon senso. Tutti sanno tutto di tutti qui a Cava de’ Tirreni, si faccia comunità, si faccia quadrato intorno a questa classe politica e dirigente nel buon nome della città. Il tempo per tradire si chiama elezione, ma tutti si impegnino ora, adesso, più che mai ad allontanare “questi fantasmi” che non ci sono dalle colline della città. Se e ma, qualcuno verrà condannato un giorno, sarà solo ed unicamente quel qualcuno e mai nessuno assuma il cognome di un altro, solamente per partito preso o per racimolare qualche voto in più. Adesso si pensi alla città, la caccia alle streghe la si lasci al medioevo e si aspettino i tempi della giustizia, che sempre, ineluttabilmente, con galanteria, arrivano. Sempre in virtù del fatto che a Cava de’ Tirreni, tutti conoscono tutto di tutti, chi nelle prossime ore inizierà una campagna elettorale abusando di queste vicende senza conoscerne il contenuto esatto, sparando sostanzialmente sulla Croce Rossa, a mio modesto modo di intendere il mondo non sarà degno di sedersi su qualche scranno a Palazzo di Città, anteponendo il suo interesse personale a quello di una comunità che in questo momento, a torto o ragione che sia, paga il prezzo di una mutilazione di dignità che non merita, tutti messi alla gogna adesso non è giusto. Si faccia politica ma si faccia con responsabilità più che mai ora nel rispetto della città..

*direttore responsabile

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