Al “Sine Cera Taberna” la cena rigorosamente al baccalà dello chef Federico Cassano

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di Giovambattista Rescigno

Al Sine Cera Taberna, una serata tra pietanze rigorosamente di baccalà e vini delle cantine Sacco Vignaioli Apuli. Una serata dove il giovane chef Federico Cassano, ha fatto degustare ai suoi frequentatori, ormai “abituali”, perché lo chef li ha avvezzati alle novità ed alla prelibatezza, con la preparazione di pietanze sempre più ricercate e raffinate Federico da giovane imprenditore della ricercata cucina, personalmente va alla ricerca del prodotto eccellente da servire ai suoi avventori, materia prima che Federico acquista direttamente dai produttori senza passare dai mercati, perché la pasta, le carni il pesce e finanche i dolci si pervadano di quei sapori e profumi che per i suoi clienti devono essere unici ed indimenticabili. E una serata ad hoc è stata quella di giorno 18 u.s., una cena tutta a base di baccalà dagli antipasti al dolce, dove ha unito allo yogurt, pezzi di baccalà rosolati e imbevuti nel miele, una vera prelibatezza, una nuova e buona novità. Ad accompagnare le pietanze sapientemente curate e finemente impiattate da Federico e la sua troupe l’hanno fatta da padrona i vini delle cantine dei fratelli Sacco da Torremaggiore (FG), il vino bianco ha accompagnato gli antipasti ed un primo piatto, delle candele spezzate e condite con baccalà al sugo, mentre ad accompagnare il famoso vialone nano un riso particolare preparato con una crema di formaggi e pezzi e scaglie di baccalà un vino rosé, ben accettato dai commensali, ma ben si sa che a darla da padrona nel nostro meridione è il vino rosso, e i fratelli Sacco hanno fatto bene a far sorbire ai commensali il “Magis”, prodotto eccellente, ricavato dalle uve della Daunia. Il Magis, viene immesso sul mercato, dopo due anni dalla prima spremitura, lo stesso segue un prodotto di invecchiamento prima in botti di rovere, poi imbottigliato e immesso al sul mercato dopo un anno, la sua prima apparizione sulle tavole italiane e straniere, appare nel 2015, poi una richiesta sempre in crescendo. A Matteo uno dei due fratelli Sacco, che ha studiato a San Michele dell’Adige presso una rinomata scuola agraria, terminandoli poi presso l’università di casa, abbiamo chiesto come e perché sono nate le cantine Sacco e lui con un sorriso, che lascia trapelare l’attaccamento alle terre di Puglia ed in particolare a quelle della Daunia ha risposto “La nostra terra è una terra ricca di risorse agricole una terra che può dare tanto, grazie ai suoi terreni di qualità, e poi è la realizzazione di un sogno che si è insinuato in me visitando le cantine del nord, allora mi sono chiesto perché loro sì e noi no, ed allora il sogno si è fatto sempre più pressante, fin quando non abbiamo iniziato a piantare le nostre prime “barbatelle”, nome che si dà alle giovani viti, che poi rapportandoli a noi umani, sono i bambini che crescono e che nel loro ciclo vitale una volta grandi inizieranno a produrre, e poi una scommessa, più forte del sogno quello di vedere il nome della mia famiglia, il nome della mia terra in giro per il mondo, Apuli il nome latino di noi Pugliesi; dopo anni di sacrificio oggi per noi è una soddisfazione nello sfogliare i giornali di settore e leggere il nome delle nostre cantine; ciò ci sprona a fare sempre di più e meglio, passare dalla produzione annuale di trentamila bottiglia alle settantamila circa ”. Come siete approdati in questo borgo antico, il più bello della vecchia Nuceria Alfaterna, oggi Nocera Inferiore e come qui in questo gioiello dell’arte culinaria che è il Sine Cera Taberna? “Siamo giunti al Sine Cera Taberna, grazie al rappresentante locale delle nostre cantine Andrea Donato, il quale ci ha parlato di questo locale, ci ha parlato di un giovane imprenditore come noi, con tanta voglia di crescere con tanta intraprendenza e voglia di fare, un giovane che ha nel cuore il rilancio del nostro quasi sempre bistrattato Sud, ed allora, ci siamo detti, andiamo? La risposta viene spontanea, ed eccoci qui. Una vera bella scelta quella di Andrea di farci approdare al Sine Cera. Come avete trovato il locale e lo staff? Un posto davvero accogliente, un ambiente semplice ed allo stesso tempo raffinato, un arredamento sobrio, poi le luci calde e soffuse sembrano quasi creare quell’ atmosfera del tempo andato che ben si incastona in questo borgo in cui i vecchi palazzi gentilizi, hanno integre le loro facciate i loro balconi i vecchi portoni e portali ci hanno dato subito di essere in un luogo ben voluto dagli stressi abitanti, davvero un luogo ben tenuto. Ma quello che ci ha fatto piacere è stato conoscere Federico, e il suo entourage, un giovane imprenditore come noi, con il quale fare discorsi futuristici, con l’auspicio della ricrescita ed il rilancio dell’enogastronomia di qualità e non di quantità, come quella che noi stasera abbiamo cercato di portare in tavola, guardi le dirò io generalmente non sono un chiacchierone ma un buon osservatore e guardando i commensali tutti simpatici che non si sono riversati solamente sulle pietanze, ma che tra loro hanno conversato come vecchi amici sebbene si siano conosciuti nel corso della serata, ho desunto che il tutto sia stato di loro gradimento, un complimento da parte mia a Federico con l’auspicio di crescere sempre più che è lo stesso augurio che faccio anche alle cantine Sacco Vignaioli Apuli.

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