Cava de’ Tirreni – frazione di Nocera Inferiore? Ovviamente… ma no.

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La nota dell’ingegnere Massimo Mariconda.

Un recente post, simboleggiante un cartello dal titolo ” CAVA FRAZIONE DI NOCERA INFERIORE”, ha suscitato molte reazioni e polemiche. Ovviamente l’autore, lungi dal voler dileggiare Cava, lo ha fatto con chiaro intento provocatorio, amplificato dall’accostamento agli auguri natalizi. Ora se il personaggio è, notoriamente, critico ed a volte sopra le righe, non gli si può negare di conoscerla città e le dinamiche di Palazzo, dicendo cose che possono non piacere ma che hanno, sovente, un fondo di verita’. Beninteso Cava de’ Tirreni per storia, tradizioni e dimensioni, non sarà mai subalterna a nessun territorio limitrofo ma, di certo, non possiamo negare che rispetto ai Comuni vicini, segnatamente Nocera Inferiore, oltre ad un tessuto produttivo diverso ma oggettivamente meno strutturato e diffuso, sconta, in termini di servizi ed infrastrutture, un divario che negli anni, per scelte politiche sovracomunali ma anche per mancata lungimiranza delle Amministrazioni cittadine e finanche a causa di un certo disinteresse della citta’, si è amplificato fino a relegarla ad un ruolo secondario se non marginale. Su tutti l’Ospedale, sempre piu’ ridimensionato in termini di reparti attivi e di personale di servizio, con una prospettiva che, al netto delle rassicurazioni fornite o delle ECCELLENZE che ancora vi operano, sono tutt’altro che rosee. E poi il Tribunale oramai assente e delocalizzato altrove. Strutture che un tempo Cava de’Tirreni aveva ma che le sono state, progressivamente,  sottratte o ridotte a funzionalità residuale. Poi vi sono le strutture incomplete e quelle divenute non agibili. Penso al Palasport inesistente, o ancora allo Stadio comunale, un tempo vanto della citta’ e scenario di gesta epiche di una Cavese che faceva sognare l”intera provincia. Uno stadio oggi vetusto, a parer mio sovradimensionato per l’uso presente e futuro ed inadeguato per ubicazione, da tempo interdetto alle gare della Cavese in attesa dei lavori di adeguamento alle prescrizioni della Lega Pro. E che dire del Teatro?. La sua assenza, in una città culturalmente vivace e attrattiva e che ambisce a candidarsi a capitale della cultura, è l’emblema dell’ambiguità che – da troppo tempo- ci caratterizza. Confidare solo sui portici e sui contenitori rigenerati ma che, comunque, sfuggono ad una gestione unitaria in grado di offrire una molteplicità di eventi da inserire in una programmazione di rilievo almeno regionale, non credo sia sufficiente per offrire soluzioni valide e variegate; tale circostanza pone dubbi sulla possibilita’ di attrarre investimenti e artisti di richiamo. Insomma mancano gli elementi per la elaborazione di un cartellone di eventi adeguato. In tale contesto credo che Cava debba uscire dall’ambiguita’ e puntare su una serie di direttrici importanti in grado di rilanciarla in vari settori per acquisire la fisionomia che le è più consona. Provo ad elencare i principali senza avere la presunzione della esaustività. Valorizzare il centro ed i suoi portici ma anche pensare ad una apertura alla Costiera realizzando la Galleria Cava Maiori per una gestione in forma associata di servizi ricettivi, ricreativi , sanitari e produttivi che vedano Cava capofila. La logica comprensoriale potra’ rilanciare la possibilità di pensare ad un Ospedale moderno ed efficiente, al Potenziamento e non alla rinuncia dell’ufficio del giudice di pace, in considerazione delle nuove funzioni attribuire per legge Ed ancora ad un distretto sanitario nuovo e non dislocato, come oggi, in un prefabbricato pesante. Migliorare la qualità ambientale della citta’, attraverso il completamento del sottovia; condizione necessaria ed indifferibile per potenziare la viabilità extraurbana e sopperire ai danni e disagi arrecati da una autostrada sempre piu costosa e sempre meno utilizzabile perché servita da viadotti non a norma. Rilanciare il concetto della metropolitana leggera unendo Cava con Salerno e da questa alla valle dell’Irno, sviluppando nel contempo una intermodalita’ sostenibile mediante il potenziamento dell’area mercatale e contestuale delocalizzazione dei parcheggi urbani ( Piazza Lentini e Piazza San Francesco su tutti) Puntare su uno stadio nuovo e moderno, da delocalizzare a Pregiato, ove creare una cittadella dello sport, rinunciando a quel mostro del Palaeventi che, per come realizzato, non vedrà mai il suo completamento ed utilizzo nei termini e modalita’ concepiti dall’amministrazione Servalli. Un grande piano di rigenerazione urbana che interessi tutta l’area nord della citta, ricomprendendo l’ area di sedime dello stadio comunale ma anche le varie aree industriali dimesse poste nei paraggi: su tutti la ex COFIMA oggi di proprietà comunale e spesa infruttifera per il Comune ed i cittadini. Pensare insomma, dopo aver risolto la questione con l’ASI e integrato la pianificazione del PUC, ad un comparto in cui prevedere , anche mediante la partecipazione di privati, un’ area sostenibile attrezzata in cui convivono edilizia residenziale, servizi, aree a verde. In attesa della risoluzione della vertenza MALC per poter finalmente riacquisire a patrimonio comunale la sede storica della Manifattura di viale Crispi ove ipotizzzare la realizzazione dell’attuale sede comunale per riconvertire l’attuale sede a Struttura di rappresentanza polifunzionale, ipotizzare la realizzazione del teatro nel suo luogo di elezione: alle spalle della Mediateca per costituire un unicum con il complesso di San Giovanni. In tal senso la piazzetta in fase di realizzazione, per le somme investite, va intesa sono come momentanea sistemazione in attesa di sviluppare un progettualita adeguata e reperire le necessarie risorse finanziarie. Ed ancora puntare con decisione sulla ultimazione di Villa rende per creare una Accademia musicale che dia opportunità e visibilità alle tante acclarate professionalità e consolidate realtà musicali cittadine. Questi alcuni punti che, si spera, vengano contemplati nel programma di chi intenda proprorsi alternativo a questa Amministrazione. Un programma concreto che offra alla citta” non sogni o illusioni ma una prospettiva ed una visione che vada oltre l’ordinario o una visione di breve termine. Credo che questo la citta’ di Cava si aspetti per potersi, in un futuro non lontano, augurarsi buon NATALE, senza arrabbiarsi o mestamente prendere atto di affermazioni, oggi provocatorie ma non infondate, e si spera domani superate dalla laboriosità lungimiranza e volonta di riscatto di quanti amano Cava al di là delle sue indiscutibili bellezze che restano tali ma, per ora, frutto di una eredita’ passata che sta ad Amministratori capaci volorizzare e rilanciare ed ai cittadini sostenere con la loro fiducia.

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