L’esplosione ha danneggiato l’ingresso dell’abitazione. La giornalista: “Un gesto intimidatorio che non mi fermerà”
Un ordigno artigianale è esploso nella tarda serata di ieri sotto l’abitazione di Annamaria Davona, giornalista e autrice impegnata da anni in temi sociali e culturali. La deflagrazione, avvenuta intorno alle 23, ha provocato danni alla porta d’ingresso e alle auto parcheggiate nelle vicinanze, senza causare feriti.
Secondo una prima ricostruzione, si sarebbe trattato di una bomba carta ad alto potenziale, collocata a pochi centimetri dall’ingresso dello stabile. L’esplosione ha svegliato l’intero quartiere, generando paura e sconcerto tra i residenti. Sul posto sono intervenuti immediatamente i Carabinieri e gli artificieri, che hanno delimitato l’area e avviato i rilievi tecnici.
Gli investigatori non escludono alcuna pista, ma tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un atto intimidatorio legato all’attività professionale della giornalista, nota per il suo impegno civile e per le sue inchieste su temi sensibili. Davona, raggiunta nella notte dalle forze dell’ordine, ha dichiarato di confidare nel lavoro degli inquirenti e di non avere intenzione di arretrare.
> “È stato un gesto vile, ma non mi farà tacere. Continuerò a fare il mio lavoro con la stessa determinazione di sempre”, ha affermato.
La comunità locale ha espresso solidarietà alla giornalista, condannando l’accaduto e chiedendo maggiore sicurezza. Anche diverse associazioni culturali e professionali hanno manifestato vicinanza, definendo l’episodio “un attacco alla libertà di informazione”.
Le indagini proseguono per individuare i responsabili e chiarire il movente dell’esplosione.









