
Una tragedia che scuote profondamente la Riviera ligure si è consumata nella mattinata di lunedì 9 febbraio a Bordighera, dove una bambina di appena due anni è stata trovata senza vita nel lettino della sua abitazione. La madre, 43 anni, è stata arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale, dopo che i primi accertamenti medico-legali hanno evidenziato numerosi lividi e traumi sul corpo della piccola, incompatibili con la versione fornita dalla donna. Secondo quanto ricostruito, la madre avrebbe chiamato il 118 riferendo che la bambina stava avendo una grave crisi respiratoria. I sanitari, giunti rapidamente sul posto, hanno tentato manovre di rianimazione, ma ogni intervento si è rivelato inutile: la piccola era già in arresto cardiaco e non ha più ripreso conoscenza. La morte è stata dichiarata poco dopo l’arrivo dei soccorritori. Durante il primo interrogatorio, la donna ha sostenuto che i lividi presenti sul corpo della figlia fossero il risultato di una caduta dalle scale avvenuta alcuni giorni prima, aggiungendo che la bambina “stava bene” fino al peggioramento improvviso di quella mattina. Tuttavia, questa ricostruzione è stata smentita sia dalla prima ispezione del medico legale, sia dall’analisi delle telecamere di sorveglianza che hanno immortalato gli spostamenti della donna, rivelando incongruenze rispetto al suo racconto. La relazione medico-legale ha evidenziato:
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Traumi multipli sul corpo della bambina
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Lesioni non compatibili con una semplice caduta
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Alcuni colpi inferti con oggetti contundenti
Questi elementi hanno portato la Procura di Imperia a disporre l’arresto immediato della madre e ad aprire un fascicolo per omicidio preterintenzionale. La pm Veronica Meglio ha interrogato la donna per ore. La madre ha continuato a negare ogni responsabilità, ma le contraddizioni emerse e la gravità dei riscontri medico-legali hanno reso inevitabile il provvedimento restrittivo.
Sono in corso ulteriori accertamenti:
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Analisi approfondita delle telecamere
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Autopsia completa sul corpo della bambina
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Verifica di eventuali precedenti segnalazioni o interventi dei servizi sociali
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Ricostruzione dettagliata delle ultime 48 ore di vita della piccola
La Procura ha fatto sapere che le indagini sono “ancora molto ampie” e che non si esclude alcuna pista. Al momento non emergono informazioni certe sul contesto familiare, ma gli inquirenti stanno lavorando per comprendere:
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Se vi fossero situazioni pregresse di maltrattamento
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Se la bambina fosse seguita da pediatri o servizi territoriali
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Se vi fossero stati segnali d’allarme non colti
La comunità di Bordighera, intanto, è sconvolta. La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando sgomento e incredulità tra i residenti. La morte di una bambina così piccola, in circostanze tanto drammatiche, lascia una ferita profonda e solleva interrogativi dolorosi:
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La tragedia poteva essere evitata?
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C’erano segnali premonitori?
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Qual era davvero la situazione all’interno dell’abitazione?
Le risposte arriveranno solo con l’esito dell’autopsia e con il proseguire delle indagini. Il caso di Bordighera rappresenta una delle pagine più buie della cronaca recente in Liguria. Una bambina di due anni, con tutta la vita davanti, è morta in circostanze che appaiono sempre più inquietanti. La madre, ora in stato di arresto, continua a proclamarsi innocente, ma gli elementi raccolti finora delineano un quadro grave e complesso. La comunità attende ora che la giustizia faccia il suo corso, mentre resta il dolore per una vita spezzata troppo presto.









