Nella notte tra sabato e domenica scorsi, nel centro di Boscoreale, un giovane di 18 anni è stato vittima di un agguato mortale: si chiamava Pasquale Nappo, incensurato, originario di Pompei e residente a Scafati, impiegato come operaio. Era circa le 2:30 quando, in piazza Pace, a bordo di uno scooter con due persone, sono stati esplosi tre colpi di pistola contro un gruppo di ragazzi, uno dei quali era Pasquale. Un proiettile lo ha colpito all’altezza dell’ascella, perforando organi vitali. Soccorso e trasportato all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata, hanno già raccolto i primi elementi utili: dalle immagini delle telecamere comunali agli schemi del commando, fino alle frequentazioni recenti della vittima. Le telecamere comunali di Piazza Pace hanno permesso di ricostruire parte della dinamica: il mezzo con i sicari avrebbe attraversato la strada contromano, compiendo un primo passaggio esplorativo e poi tornando indietro per fare fuoco. I killer indossavano caschi integrali e abiti scuri, ostacolando l’identificazione; è probabile che la moto utilizzata fosse rubata.Secondo fonti investigative, non è escluso che Pasquale non fosse il bersaglio principale dell’agguato: potrebbe essersi trovato sulla traiettoria dei colpi destinati ad un’altra persona presente quella sera con lui. La ricostruzione delle frequentazioni del giovane e dei suoi rapporti sociali è quindi al centro dell’attività degli inquirenti.Un elemento che ha aggiunto complessità al quadro è il fatto che il fratello di Pasquale, Antonio, era stato arrestato nella passata estate per traffico di droga, in un episodio che ha coinvolto il trasporto illecito di sostanze verso la Sicilia, su un traghetto diretto a Palermo. Questo dato è emerso nelle ricostruzioni giornalistiche che sottolineano come Antonio fosse “frequentato” insieme a Pasquale da alcuni soggetti con precedenti.Secondo Cronache della Campania, gli investigatori ritengono che chi ha sparato avesse intenzione di uccidere: i tre colpi esplosi erano calibrati ad altezza d’uomo. Tuttavia, non è chiaro se l’obiettivo fosse precisamente Pasquale. La sera dell’agguato egli era in compagnia di “adulti e persone con precedenti”, alcuni dei quali già noti alle forze di polizia.Il padre di Pasquale, Salvatore Nappo, ha dichiarato in lacrime che il figlio “era un ragazzo tranquillo, non era lui l’obiettivo”. Racconta che Pasquale era tornato da una festa di 18 anni a Napoli e si era poi fermato con amici in piazza a Boscoreale: “Era sereno, frequentava persone tranquille… lavorava da poco, non volevamo che pesasse su nessuno”. La famiglia ora reclama verità e giustizia.L’omicidio ha suscitato sgomento nel Comune di Boscoreale: il sindaco Pasquale Di Lauro definisce il fatto “un evento drammatico” e reclama che non si continui a considerare il territorio terra di nessuno. Gli abitanti della zona sono scossi, molti parlano dell’orrore di vedere un ragazzo giovane cadere vittima di una violenza così brutale in piena notte.Le prossime mosse investigative includono l’analisi approfondita dei video delle telecamere, l’ascolto di testimoni – soprattutto gli amici presenti quella sera – e la ricerca della moto usata nel raid. Un punto chiave sarà capire gli ultimi spostamenti di Pasquale e i contatti con soggetti a rischio criminale, per disegnare un quadro più chiaro del movente.Questa vicenda s’inserisce in un contesto già segnato dalla presenza del clan Vangone-Limelli, storicamente radicato nel territorio di Boscoreale e zone limitrofe, noto per il traffico di droga, armi e rapporti esterni con cartelli internazionali.L’omicidio di Pasquale Nappo rappresenta uno dei tanti episodi dove il confine fra vittima innocente e contesto criminale appare labile, dove la sorte di un giovane – lavoratore, senza precedenti – viene spezzata probabilmente per errore o per logiche criminali che trascendono il suo profilo. In attesa che i due autori vengano identificati e assicurati alla giustizia, la comunità piange un ragazzo dalla vita normale, e chiede che questa morte non resti un enigma, ma diventi un punto di svolta per riaffermare legalità, memoria e protezione dei giovani nelle nostre città









