Nel tardo Medioevo, il potere reale fu indebolito da disordini interni: lo scoppio dell’epidemia di peste e i conflitti con la nobiltà, desiderosa di stabilire un solido governo centrale, minacciarono l’indipendenza del regno per un certo periodo, per poi riprendersi con la ricostruzione di una monarchia forte che dominò i Paesi nordici. In quel quadro medievale scosso dai conflitti, la Chiesa rimase l’unica istituzione in Danimarca a godere di assoluta fiducia, estendendo il suo potere, la sua autorità e i suoi insegnamenti a cerchie sempre più ampie.

Re Cristiano II tentò di imporre alcune riforme volte a modernizzare la società e consolidare il potere statale attraverso la borghesia, la classe sociale più ricca, ma i suoi tentativi fallirono. Nel 1523, Re Cristiano perse il suo potere e con esso l’unità dei Regni Nordici si disgregò.
1523-1660: il periodo delle riforme e lo status del potere.
Il periodo 1523-1660 fu fortemente segnato da numerosi conflitti politici, sociali e religiosi, che ebbero origine dalle riforme religiose avviate sulla base delle tesi di Martin Lutero. Nel 1536, fu instaurato il sistema luterano, in cui il re divenne il rappresentante di una chiesa indipendente. Così, il clero luterano raggiunse la sfera del potere godendo di privilegi speciali e i cittadini danesi furono tenuti a seguire gli insegnamenti di Martin Lutero. Il potere politico ed economico della Danimarca si rafforzò durante questo periodo.
La classe nobile riuscì a espandere la propria influenza, diventando un’élite reale. Sfortunatamente, il forte status del Regno danese sarebbe nuovamente declinato nel VII secolo a causa di guerre estenuanti e costose che impoverirono il tesoro reale; per questo motivo, l’autorità fiscale gravò sulla popolazione di tasse, il che portò alla creazione di uno stato militare e fiscale.

A causa della crisi e dell’indebolimento del potere del regno, la Danimarca dovette cedere molte parti territoriali del regno alla Svezia, un inconveniente che portò allo scoppio di una guerra civile che permise l’affermazione dell’autocrazia.









