martedì, Luglio 14, 2026
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Bufera sulla FIFA: l’Europarlamento chiede un’indagine formale su Infantino e pressioni Usa

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Un gruppo di europarlamentari ha ufficialmente richiesto l’apertura di un’indagine sul presidente della FIFA Gianni Infantino per presunte ingerenze politiche e violazioni della neutralità istituzionale nel calcio mondiale. Al centro della bufera ci sono i suoi rapporti stretti con il presidente statunitense Donald Trump e la revoca lampo della squalifica del calciatore USA Folarin Balogun.Il mondo del calcio si trova di fronte a un terremoto politico ed etico senza precedenti, con le istituzioni europee pronte a pretendere la massima trasparenza dai vertici del pallone.Tutto nasce sul campo da gioco, ma si sposta rapidamente nei palazzi del potere. Durante la Coppa del Mondo, l’attaccante della nazionale statunitense Folarin Balogun ha subìto un’espulsione diretta che avrebbe dovuto fargli saltare automaticamente il turno successivo.Tuttavia, la FIFA ha deciso di sospendere tale squalifica. La tempistica e le modalità del provvedimento hanno sollevato forti sospetti:voci insistenti parlano di pressioni dirette arrivate dall’amministrazione USA. Non si è fatta attendere la risposta di alcuni eurodeputati come Barry Andrews, Lara Wolters e Niels Fuglsang, che hanno promosso una lettera aperta indirizzata alle 27 federazioni calcistiche dell’Unione Europea (inclusa la FIGC italiana) per fare luce sulla vicenda e capire se Gianni Infantino sia intervenuto personalmente per compiacere la Casa Bianca, calpestando i regolamenti interni.I dubbi sul comportamento di Infantino non si limitano però al singolo episodio sul rettangolo verde. Molti parlamentari europei ricordano che lo Statuto della FIFA impone la più totale neutralità politica.I legami giudicati “troppo stretti” tra il numero uno del calcio mondiale e Donald Trump includono:

  • Il Premio FIFA per la Pace: Una cinquantina di eurodeputati aveva già sollevato il caso sul fronte etico in seguito all’assegnazione di un inedito premio per la pace proprio al tycoon americano.
  • Le dichiarazioni pubbliche: Infantino ha definito pubblicamente Trump “un amico molto stretto”, invitando apertamente a sostenere le sue azioni.

Questo atteggiamento, secondo l’esposto supportato dalla ONG FairSquare, rappresenta una palese violazione del codice etico della stessa federazione sportiva.La mossa del Parlamento Europeo non mira a scavalcare la giustizia sportiva, ma a spingere i singoli Paesi dell’Unione a fare blocco comune. Gli eurodeputati chiedono ai 55 membri della UEFA di muoversi compatti per chiedere conto a Infantino delle sue azioni e proteggere così la credibilità e l’integrità dello sport.Dal canto suo, Infantino si difende difendendo l’assoluta autonomia dei propri organi di giudizio, ma la pressione politica proveniente da Bruxelles si fa ogni ora più pesante. Resta da capire se la UEFA e le federazioni nazionali accetteranno la sfida, aprendo un braccio di ferro che potrebbe cambiare per sempre i delicati equilibri di potere tra il calcio europeo e i vertici della FIFA.

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