lunedì, Maggio 11, 2026
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Bufera sulla norma per gli avvocati: il Colle frena sul bonus rimpatri

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Mattarella attende chiarimenti: 6,13 euro agli avvocati che seguono pratiche di rimpatrio volontario, opposizioni e CNF insorgono78412

ROMA — È polemica sulla nuova norma inserita nel Decreto Sicurezza che prevede un incentivo di 615 euro per gli avvocati che assistono cittadini stranieri nelle pratiche di rimpatrio volontario. La misura, proposta da Fratelli d’Italia e firmata dal senatore Marco Lisei, punta a favorire la collaborazione tra legali e Stato per ridurre i contenziosi sull’immigrazione. Ma il provvedimento ha scatenato un’ondata di critiche da parte dell’opposizione e del mondo forense.

Il Quirinale mantiene alta l’attenzione: il presidente Sergio Mattarella potrebbe non firmare il decreto se la norma non verrà “sterilizzata” o corretta. Gli uffici legislativi del Colle hanno segnalato la necessità di chiarire i confini dell’incentivo, che secondo alcuni costituzionalisti rischia di alterare il principio di indipendenza dell’avvocatura, trasformando il legale in un intermediario delle politiche governative.78411

Il Consiglio Nazionale Forense (CNF) ha espresso perplessità, ricordando che la professione forense è fondata su un’obbligazione di mezzi, non di risultato. “È grave che l’avvocatura diventi strumento dell’attuazione delle politiche del governo”, ha dichiarato il capogruppo PD Federico Gianassi in Commissione Giustizia, chiedendo la sospensione dei lavori parlamentari per approfondire la questione.

Dal fronte della maggioranza, il senatore Lisei difende la norma: “Nessun avvocato perderà nulla — anzi, molti saranno finalmente retribuiti per attività che oggi svolgono gratuitamente”. Secondo Fratelli d’Italia, la misura non impone obblighi ma offre una facoltà di collaborazione per chi decide di assistere i migranti nel percorso di rimpatrio.

Il decreto dovrà essere convertito entro il 25 aprile, pena la decadenza. Intanto, il governo valuta un emendamento correttivo o un nuovo decreto per superare l’impasse con il Quirinale. La partita resta aperta, e il dibattito sull’etica e l’autonomia dell’avvocatura si fa sempre più acceso.

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