
Domenica di pieno inverno, quella da poco iniziata, fredda quanto basta, illuminata ma non riscaldata da un sole pallido perchè avvolto da nuvole, tipiche del periodo. Che la domenica sia partita con il piede giusto lo si può affermare con l’animo di chi si sente dalla parte del giusto. In tempi in cui combattersi, sotto tutti i punti di vista, è la norma, che la UE abbia aderito al Mercosur non può che suscitare reazioni positive. La Signora Von der Leyen ha informato che, dopo una trattativa durata oltre venticinque anni, quello che un tempo era definito Mercato Comune Europeo, oggi parte integrante della UE, ha raggiunto un accordo di scambio che, nel tempo, dovrebbe diventare libero, con il Mercosur sudamericano. A voler evitare facili euforie, valga la constatazione che, è importante sottolinearlo, ci saranno fin dall’inizio angoli da smussare e dislivelli da colmare che richiederanno investimenti consistenti. Per aspera ad astra: a regime, il mercato che includerá quello UE e il Mercosur, costituirà il 20% di quello mondiale, per maggior chiarezza la quinta parte dello stesso. Ancora una volta si è avuta la riprova che il denaro, meglio gli affari, fanno girare il mondo e avvicinano anche le cime più alte. In un tempo come quello attuale quando il Biondo di Washington usa con disinvoltura i dazi come “arma impropria” per minacciare prima e colpire dopo chi si azzarda a non aderire alle sue richieste, il più delle volte balzane, altrove, come è giusto che sia, essi sono utilizzati come elemento stabilizzante di situazioni mercantili per loro natura sbilanciate. Accade così che la UE e il Mercosur abbiano stabilito che sará possibile usare quegli strumenti di prelievo fiscale in percentuali contenute, quando i prezzi delle derrate prodotte nell’una e nell’altra zona di libero scambio dovessero variare sostanziosamente per ragioni di origine non mercantile. Solo per connotare con descrizioni più alla mano uno scenario del genere, basta far riferimento agli Handicaps che si applicano ai cavalli da corsa. Su quelli più potenti vengono caricati pesi per contenere la loro vigoria e metterli in condizioni di gareggiare a parità di condizioni con gli altri. Con ogni probabilità all’inizio dell’ operatività di quell’accordo non saranno rose e fiori, conoscendo il carattere ballerino dei sudamericani. Per buona sorte la cara vecchia Europa non è nuova a opere di incubazione e di svezzamento di situazioni internazionali complicate da avviluppamenti, soprattutto politici e culturali: l’operato del Presidente dell’ ENI Enrico Mattei ne fu antesignano. L’augurio per gli europei è che, per il Piano Mattei in fase di avvio, come l’accordo per il Mercosur e altri che saranno attuati ancora, i protagonisti deputati alla loro realizzazione prendano come linea guida quanto fece quel Personaggio. Partendo dall’incarico di liquidatore dell’AGIP, si avventurò per la creazione dell’ ENI. Il tempo gli diede ragione e la sua realizzazione ancora oggi si muove tra le maggiori dello stesso genere del mondo.









