Un atto di violenza inaudita ha sconvolto Cagliari e l’intera comunità sarda. Nel parco naturale regionale di Molentargius, uno dei luoghi simbolo della tutela ambientale e della convivenza tra uomo e natura, due cani sono stati seviziati e uccisi con modalità che lasciano sgomenti. L’orrore è emerso grazie alle video-trappole installate dal Corpo Forestale, che hanno documentato quanto accaduto, portando alla luce un gesto definito dagli inquirenti “folle e assurdo”. Le immagini, ora al vaglio delle autorità competenti, rappresentano una prova fondamentale per risalire ai responsabili di quella che non può essere liquidata come una semplice bravata, ma come un vero e proprio crimine.
A rendere la vicenda ancora più inquietante è il fatto che non si tratterebbe di un episodio isolato. In una zona non distante dal parco, nei mesi scorsi, sono stati infatti ritrovati i corpi di altri animali uccisi, alimentando il timore di una spirale di violenza sistematica contro gli animali. Di fronte a questa escalation, insieme all’associazione lavcagliari è stata immediatamente presentata una segnalazione formale. Le associazioni animaliste hanno annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto e che le responsabilità siano accertate fino in fondo.
«Pretendiamo giustizia. Per loro e per tutti gli animali vittime dell’atrocità umana», è il messaggio che accompagna l’azione legale. Un appello che va oltre questo singolo caso e chiama in causa le istituzioni, affinché la tutela degli animali non resti solo un principio sulla carta, ma si traduca in prevenzione, controlli efficaci e pene severe.
La violenza contro gli animali è spesso il segnale di un disagio più profondo e rappresenta una ferita per l’intera società. Quanto accaduto a Molentargius impone una riflessione collettiva e un impegno concreto: perché nessun’altra vita, umana o animale, venga spezzata da una crudeltà senza fine.









