martedì, Febbraio 10, 2026
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Calci e pugni all’arbitro: l’ex presidente rischia 13 anni di carcere

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di Paolo Cagnoni

 

Un episodio di violenza inaudita che ha scosso il mondo del calcio in Turchia ha portato a gravi conseguenze e a un processo penale. Faruk Koca, ex presidente dell’Ankaragucu, che lo scorso 11 Dicembre era stato protagonista di un’aggressione brutale contro l’arbitro Halil Umit Meler, colpito con calci e pugni al termine di una partita, ora andrà a processo. E rischia 13 anni di carcere. L’aggressione, immortalata dalle telecamere, ha suscitato indignazione internazionale, mettendo in luce un problema sempre più grave nel mondo del calcio: la violenza contro i direttori di gara.

Le conseguenze dell’aggressione non si sono fatte attendere. Faruk Koca è stato squalificato a vita e il suo club, l’Ankaragucu, ha subito una multa di 65 mila euro, oltre all’imposizione di giocare cinque partite senza pubblico. Ma per Koca i problemi non finiscono qui: l’ex presidente è ora sotto processo davanti alla giustizia ordinaria, con una richiesta di condanna a 13 anni di carcere per l’aggressione e le minacce rivolte a Meler. Durante l’attacco, infatti, Koca avrebbe ripetutamente urlato “ti ammazzo” all’arbitro.

 

L’ombra della politica: Koca e l’AKP

Oltre alla sua carriera nel calcio, Koca ha un passato nella politica. È stato parlamentare dal 2002 al 2011 nelle fila dell’AKP, il partito di Erdogan. Nonostante non rivestisse più cariche da tempo, Koca era rimasto formalmente iscritto al partito. L’aggressione aveva portato all’espulsione immediata di Koca dall’AKP, con una dura condanna pubblica da parte dello stesso presidente Erdogan. Il caso ha sollevato un dibattito sulla violenza nel calcio e sui suoi legami con la politica, mettendo ulteriore pressione sul governo turco.

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