da Caffeina
Una notte qualunque, le luci dei fari che tagliano il buio sulla consolare romana, il silenzio rotto solo dai motori. Poi, all’improvviso, lo schianto. In pochi secondi tutto cambia, e una persona molto amata da ragazzi, colleghi e famiglie non tornerà più a casa.
Le prime ricostruzioni parlano di un impatto violentissimo tra tre auto in sequenza, un vero effetto domino. Al centro di questo incubo una Ford Fiesta, una Alfa Romeo e una Volkswagen Golf, tutte coinvolte nello stesso tratto di strada. I caschi bianchi arrivano subito, i lampeggianti blu illuminano l’asfalto e rendono ancora più surreale la scena.

Lo scontro devastante e i soccorsi disperati
Secondo quanto emerso dai primi rilievi, lo scontro iniziale sarebbe avvenuto tra la Ford Fiesta e l’Alfa Romeo. L’urto è talmente violento che una terza vettura, la Volkswagen Golf che stava transitando in quel momento, viene colpita a sua volta. Una catena tragica, in pochi istanti.
Il personale del 118 prova in tutti i modi a strappare alla morte il conducente della Fiesta, un uomo italiano di 61 anni. Manovre di rianimazione, tentativi disperati sul ciglio della strada. Ma non c’è nulla da fare: le ferite sono troppo gravi, l’uomo muore praticamente sul colpo. Intanto la zona viene transennata e il traffico va in tilt per ore.

Chi era l’uomo morto nello schianto: un punto di riferimento per i ragazzi
Con il passare delle ore, dietro quel freddo numero – 61 anni, conducente della Fiesta – inizia a emergere un nome, un volto, una storia. L’uomo morto nello schianto è Umberto D’Epifanio, conosciuto e stimato soprattutto nel mondo dello sport giovanile romano. Non era “solo” un automobilista rimasto vittima di un incidente, ma un vero punto di riferimento per tanti ragazzi.
Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona allegra, determinata, capace di ispirare e guidare i più giovani dentro e fuori dal campo. Per anni ha allenato squadre di calcio giovanili a Roma, entrando nelle vite di decine di famiglie. Parallelamente lavorava come dipendente Ama, sempre con serietà e dedizione. Un uomo di quelli che non fanno rumore, ma che lasciano un segno profondo.
Il dolore dello Sporting Club: “Mister Umberto resterà per sempre nei nostri cuori”
A confermare la sua identità e a trasformare la cronaca in un colpo al cuore per tutto il quartiere è il messaggio straziante pubblicato dalla società per cui allenava. Lo Sporting Club Alessandrino sceglie parole semplici ma devastanti: “Con il cuore colmo di tristezza e profondo dolore, la Società comunica la tragica scomparsa di Umberto D’Epifanio, allenatore dei ragazzi nati nel 2016 nella stagione sportiva 2024/2025”.
Nel post si legge ancora: “Mister Umberto resterà per sempre nei nostri cuori e nel ricordo di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo: una persona animata da una sincera passione per il calcio, guidata da sani valori umani e sportivi, sempre vicino ai suoi ragazzi con dedizione e affetto. In questo momento di grande dolore, la Società, lo staff, i ragazzi e tutte le famiglie si stringono con commozione attorno alla sua famiglia, porgendo le più sentite e sincere condoglianze”. Parole che raccontano meglio di qualsiasi freddo verbale chi fosse davvero quell’uomo di 61 anni.
Il 19enne ferito e le indagini sulla dinamica
Intanto, mentre amici e famiglie piangono Mister Umberto, i soccorritori devono occuparsi anche degli altri coinvolti. Il giovane di 19 anni che era alla guida dell’Alfa Romeo rimane ferito in modo serio: viene stabilizzato sul posto e trasportato d’urgenza al Policlinico Tor Vergata. Le sue condizioni sono costantemente monitorate dai medici.
Gli agenti della Polizia Locale procedono con tutti i test di rito per accertare le condizioni del ragazzo al momento dell’impatto. La strada resta chiusa per ore: servono tempo e attenzione per rimuovere i mezzi, fare i rilievi e mettere in sicurezza il manto stradale. Intanto, tra chi rimane bloccato in coda, rimbalza la stessa frase: “Un’altra vita spezzata sulle strade di Roma”.
L’ennesima tragedia sulle consolari romane
La morte di Umberto D’Epifanio riaccende, ancora una volta, il dibattito sulla sicurezza delle arterie consolari nelle ore notturne. Velocità, distrazione, scarsa illuminazione, sorpassi azzardati: ogni volta si torna a parlare degli stessi problemi, ma intanto il conto delle vittime continua ad aumentare.
A restare, dopo i rilievi e la rimozione delle auto, è il vuoto enorme lasciato da un allenatore che tanti bambini chiamavano semplicemente “Mister”. Un uomo che, fino all’ultimo giorno, ha trasmesso valori umani e sportivi veri, e che ora vive nei ricordi, nelle foto di squadra e nei messaggi di chi non riesce ancora a credere a questa tragedia.









