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Calenda e il tatuaggio dell’Ucraina: scintille diplomatiche con Mosca

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Un semplice tatuaggio, un simbolo millenario e un gesto politico che ha acceso una miccia diplomatica. Carlo Calenda, leader di Azione, ha scelto di imprimersi sulla pelle il tryzub, il tridente dorato che campeggia sullo stemma nazionale dell’Ucraina. L’immagine, condivisa con orgoglio sui suoi canali social, ha immediatamente scatenato la reazione dell’ambasciata russa in Italia, trasformandosi in un nuovo terreno di scontro tra Roma e Mosca. La replica della diplomazia russa non si è fatta attendere. In una nota ufficiale dai toni durissimi, l’ambasciata ha accusato il leader di Azione di aver scelto un emblema che, a loro dire, “richiama i seguaci dei nazisti e i collaborazionisti ucraini”. Il documento prosegue con affermazioni pesantissime: Calenda sarebbe schierato “con coloro le cui mani sono sporche fino al gomito del sangue di ebrei, rom, ungheresi, russi e ucraini”. Parole che trasformano un gesto personale in una nuova frattura simbolica nella già delicata cornice delle relazioni tra Italia e Russia.

La controffensiva di Calenda: “La libertà vince sempre sulla tirannia”

Il politico romano non ha scelto il silenzio.
In un post pubblicato su X (ex Twitter), Calenda ha risposto punto su punto:

“Verrete sconfitti, come è stata sconfitta l’Urss. La libertà vince sempre sulla tirannia. E se vi spaventa un tatuaggio, vuol dire che ne siete già consapevoli.”

Un messaggio diretto, quasi provocatorio, che difende la libertà individuale e il diritto alla solidarietà con un popolo aggredito. Nel giro di poche ore il dibattito è esploso sui social: tra chi ha lodato il coraggio politico e chi ha giudicato l’iniziativa come un eccesso di protagonismo. Affonda le radici nell’antica Rus’ di Kiev e attraversa oltre mille anni di storia.
Oggi rappresenta uno dei simboli più potenti dell’identità ucraina e della sua indipendenza.
Appare sullo stemma dello Stato, sulle uniformi delle forze armate e sui monumenti della resistenza: un emblema che, dopo l’invasione russa del 2022, ha assunto un valore universale di libertà e autodeterminazione. Con quel tatuaggio Calenda ha voluto fissare sulla pelle un messaggio politico: sostenere il diritto dei popoli a resistere alla tirannia. La reazione di Mosca lo ha trasformato in un caso internazionale, rilanciando il dibattito su quanto la simbologia e la comunicazione personale dei leader possano incidere sul terreno geopolitico.

In un tempo in cui anche i gesti diventano diplomazia, il tryzub di Calenda non è solo un tatuaggio: è il segno indelebile di un’Europa che continua a interrogarsi su libertà, identità e coraggio politico.

L’ Opinione di Simona Carannante

Il tatuaggio di Carlo Calenda non è solo un gesto estetico, ma un atto politico che mostra quanto la simbologia possa ancora parlare più delle parole. In un’epoca in cui le ideologie si consumano tra un tweet e un like, imprimere sulla pelle un simbolo nazionale come il tryzub equivale a dichiarare pubblicamente da che parte si sceglie di stare. L’ambasciata russa ha reagito con un linguaggio anacronistico, intriso di accuse che riportano la memoria a un passato di propaganda e disinformazione. L’idea che un segno identitario possa essere equiparato a un richiamo al nazismo è una semplificazione pericolosa, che mira a distorcere la storia e a delegittimare un popolo che oggi combatte per la propria sopravvivenza. Calenda, al di là delle simpatie politiche, ha toccato un nervo scoperto: la libertà di espressione e il coraggio di schierarsi apertamente. Si può discutere sul metodo, ma non sull’intenzione. Il suo gesto discutibile o meno riporta al centro un principio fondamentale: la libertà non si misura con l’approvazione diplomatica, ma con la coerenza personale di chi la difende. In tempi in cui molti preferiscono il silenzio alla chiarezza, anche un tatuaggio può diventare un manifesto di valori. E se la libertà spaventa, allora è segno che ha ancora il potere di fare paura.

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Le immagini presenti sono rielaborazioni artistiche create con supporto di intelligenza artificiale, ispirate al Calenda e il tatuaggio dell’Ucraina: scintille diplomatiche con Mosca
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