venerdì, Dicembre 12, 2025
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Camorra, colpite le nuove leve del clan Licciardi

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Un duro colpo è stato inferto all’ultima generazione del clan Licciardi, storico pilastro dell’Alleanza di Secondigliano, con l’esecuzione di 21 misure cautelari da parte dei carabinieri del Comando provinciale di Napoli che, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno smantellato una rete di giovani leve pronte a raccogliere l’eredità criminale dei vertici tradizionali. L’indagine, avviata oltre un anno fa, ha monitorato un gruppo composto in larga parte da ragazzi tra i 18 e i 30 anni che, secondo gli investigatori, stavano consolidando un nuovo assetto operativo volto a garantire continuità agli affari illeciti della cosca, specialmente nel settore dello spaccio di droga, del racket e della gestione violenta del territorio tra Secondigliano, Miano, Piscinola e l’area nord del capoluogo. Attraverso intercettazioni, pedinamenti e telecamere nascoste, gli inquirenti hanno ricostruito una fitta trama di ruoli e responsabilità: c’erano i pusher incaricati di presidiare le piazze di spaccio giorno e notte, i «capipiazza» responsabili di organizzare i turni e riscuotere il denaro, i giovani armati destinati agli atti intimidatori – spesso con pistole vere o repliche prive di tappo rosso – e un nucleo ristretto di coordinatori che mantenevano i contatti con esponenti storici del clan, alcuni ancora in carcere, altri latitanti. Il quadro emerso è quello di una criminalità minorile e giovanile che, pur avendo un’età anagrafica ridotta, mostrava una piena maturità criminale, adottando linguaggi, metodi e rituali tipici della camorra più tradizionale: dalla gestione militare del territorio al ferreo controllo delle attività commerciali, fino alle minacce sistematiche a chi si opponeva al pagamento del pizzo. In diverse intercettazioni, i giovani affiliati vantavano apertamente la loro appartenenza alla «famiglia Licciardi», utilizzando il nome del clan come marchio di potere per ottenere obbedienza, soldi e rispetto, consapevoli che il solo evocarlo incuteva timore in un quartiere segnato da decenni di dominio camorristico. L’inchiesta ha documentato anche episodi di violenza efferata: aggressioni punitive contro pusher infedeli, spari in aria per intimidire commercianti, pestaggi di ragazzi considerati colpevoli di non rispettare le regole non scritte del clan. In un caso, un membro della baby–cosca è stato intercettato mentre riceveva l’ordine di compiere un raid armato per «dare un segnale» dopo una discussione per la spartizione degli introiti della droga. Fondamentale, per gli investigatori, la ricostruzione dei flussi di denaro: secondo la DDA, una parte consistente degli introiti settimanali – stimati in centinaia di migliaia di euro – veniva fatta pervenire a figure carismatiche del clan detenute in regime di alta sicurezza, confermando la capacità della cosca di mantenere intatti i propri interessi anche dietro le sbarre. La maxi–operazione ha così disarticolato un’organizzazione criminale che, pur priva dei vecchi capi, si stava rapidamente riorganizzando secondo un modello dinamico e fluido, capace di sostituire i vertici arrestati con nuovi giovani pronti a subentrare nel giro di pochi mesi. Il timore degli inquirenti è che la pressione dello Stato, pur efficace, debba restare costante: la struttura del clan Licciardi, infatti, continua a rinnovarsi attingendo al serbatoio giovanile di quartieri difficili dove disagio sociale e assenza di opportunità rappresentano terreno fertile per il reclutamento. Le 21 misure cautelari eseguite oggi – tra carcere, domiciliari e obblighi di firma – colpiscono dunque un segmento nevralgico del clan e bloccano sul nascere un nuovo assetto criminale che avrebbe potuto riportare il controllo della cosca ai livelli di potere del passato. Un’operazione che, come sottolineato dagli investigatori, conferma la necessità di affiancare all’azione repressiva un impegno altrettanto forte sul piano sociale ed educativo, unico vero antidoto al continuo ricambio generazionale che alimenta le fila della camorra.

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