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Camorra, si pente l’imprenditore Nicola Inguieto: il “cassiere” di Michele Zagaria rompe il silenzio

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La notizia è di quelle destinate a lasciare un segno profondo negli equilibri della camorra casalese: Nicola Inguieto, imprenditore considerato dagli investigatori il “cassiere” personale di Michele Zagaria, ha deciso di collaborare con la giustizia. Un passo clamoroso, inatteso, che rischia di aprire una voragine nel cuore economico del clan dei Casalesi, in particolare nella fazione capeggiata per decenni dal boss di Casapesenna, arrestato nel 2011 dopo una latitanza durata sedici anni e trascorsa in bunker sotterranei, ville blindate e interi quartieri trasformati in zone franche. Inguieto, protagonista silenzioso ma centrale nel sistema finanziario del clan, sarebbe stato l’uomo di fiducia incaricato di gestire i flussi di denaro, gli investimenti occulti, la rete di imprese “pulite” create per ripulire capitali sporchi e garantire al gruppo di Zagaria una potenza economica capace di infiltrare appalti, cantieri, forniture pubbliche e settori strategici del ciclo dei rifiuti. Le sue dichiarazioni, già oggetto di riscontri, rappresentano un terremoto investigativo: secondo le prime indiscrezioni, l’imprenditore starebbe ricostruendo la mappa completa degli affari del clan, indicando nomi, società, coperture, percentuali, modalità di riciclaggio e canali finanziari utilizzati negli anni d’oro della dominazione casalese. Per gli inquirenti, che da anni cercano di individuare la parte ancora nascosta del tesoro accumulato da Zagaria e dai suoi fedelissimi, si tratta della collaborazione più importante dagli anni dei pentiti storici come Iovine e Bidognetti. Il pentimento di Inguieto potrebbe inoltre chiarire uno dei capitoli più oscuri della storia recente del clan: la rete di protezione istituzionale, politica e imprenditoriale che ha permesso a Zagaria non solo di restare latitante per quasi vent’anni, ma anche di continuare a esercitare un potere assoluto su territori vastissimi, imponendo regole, estorsioni, investimenti e un controllo capillare su ogni attività economica. Le sue rivelazioni, descritte dagli inquirenti come “puntuali e dotate di memoria contabile”, starebbero ricostruendo il libro mastro del clan, con cifre, date e operazioni che consentono oggi di rileggere appalti miliardari, concessioni pubbliche e partnership occulte con imprenditori del territorio. La figura di Inguieto, secondo le indagini, era quella di un manager dell’ombra: niente armi, nessuna esposizione, nessun ruolo militare, ma una funzione strategica che permetteva al clan di trasformare la violenza in potere economico. Era lui l’uomo che teneva i conti, trattava con le imprese, gestiva subappalti, costruiva società schermate e faceva da ponte tra il mondo legale e quello criminale. La sua memoria finanziaria, definita dagli investigatori come “fotografica”, rappresenta ora un archivio vivente in grado di scoperchiare decenni di affari milionari. Conseguenze pesantissime sono attese anche sul fronte giudiziario: molti procedimenti pendenti potrebbero trovare nuovo impulso, altri potrebbero essere riaperti, mentre una serie di imprenditori e professionisti ritenuti vicini al clan rischiano ora di finire sotto la lente della magistratura. Le prime ammissioni di Inguieto avrebbero già portato a incroci su numerose operazioni di polizia e su fondi occulti finora solo ipotizzati. Nel mondo criminale, il pentimento dell’ex cassiere di Zagaria ha suscitato reazioni immediate: sorpresa, irritazione, timore. La sua scelta è percepita come un tradimento ad altissimo valore simbolico, perché tocca il cuore patrimoniale della cosca, quel patrimonio che per anni ha garantito al clan un potere superiore perfino alla forza delle armi. Con questa svolta, la storia del clan dei Casalesi potrebbe essere riscritta un’altra volta. E mentre gli inquirenti continuano a raccogliere verbali e riscontri, una certezza è già nitida: il silenzio che proteggeva gli affari di Michele Zagaria è stato spezzato, e questa volta a parlare è l’uomo che più di tutti conosceva ogni cifra, ogni movimento, ogni segreto del suo impero economico.

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