venerdì, Luglio 19, 2024
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Caos al Senato, ci risiamo. L’aula come un ring, stop ai lavori. Insorgono le opposizioni

di Paolo Cagnoni

Non bastava la maxi rissa di ieri che ha portato al ricovero del deputato grillino Leonardo De Donno, colpito (anche se l’aggressore nega) dal leghista Igor Iezzi mentre tentava di avvolgere il ministro Calderoli con una bandiera tricolore. Anche oggi, al Senato è andata in scena un’indegna gazzarra per le intemperanze dei deputati del Movimento 5 Stelle. Inizialmente, subito dopo l’intervento del capogruppo grillino Stefano Patuanelli, i senatori appartenenti all’opposizione hanno innalzato fogli con il tricolore. Questa volta l’occasione dello scontro è venuta dal disegno di riforma del Premierato che è in corso di votazione in aula. I senatori della maggioranza, in risposta all’azione dei loro avversari, hanno intonato l’inno di Mameli. Da lì è partito il trambusto che ha costretto la presidente di turno, Licia Ronzulli, a dichiarare sospesa la seduta.

ronzulli

E’ stato allora che i senatori del Movimento 5 Stelle hanno deciso di occupare i banchi del governo. Ufficialmente per protesta contro l’aggressione subita il giorno prima da De Donno e sempre sventolando le bandiere italiane. “La Repubblica non può essere umiliata da chi non accetta che gli si consegni il tricolore”, aveva detto poco prima Patuanelli. A rendere ancora più bollente l’atmosfera anche alla Camera, hanno pensato i gruppi parlamentari di Pd, Alleanza Verdi e Sinistra. Che hanno inscenato una protesta contro il presidente di turno di ieri, Sergio Costa, al quale contestano di avere derubricato l’aggressione a De Donno con il termine “disordini” anziché “aggressione squadrista“. Per questo, oltre che al Senato, i lavori sono stati bloccati anche alla Camera dei deputati

A seguito della nuova giornata vissuta ad altissima tensione, le opposizioni hanno annunciato la volontà di scendere in piazza a Roma martedì 18 giugno per “dire basta al clima di intimidazioni” che il governo di centrodestra avrebbe instaurato nei loro confronti. Parole che confermano gli animi molto accesi di questi giorni, mentre sui social continuano ad arrivare condanne feroci per la classe politica italiana (con la destra, in particolare, nel mirino).

 

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