giovedì, Febbraio 12, 2026
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Carceri, le dichiarazioni del Ministro Nordio e la realtà dei fatti

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In merito alle recenti dichiarazioni del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, secondo cui i suicidi in carcere sarebbero in calo e il sovraffollamento sarebbe imputabile prevalentemente alla magistratura, esprimo forte preoccupazione e profondo dissenso. Tali affermazioni rischiano di restituire un quadro parziale e forviante della reale condizione delle carceri italiane, che continua a essere segnata da gravi criticità strutturali, carenza di servizi, sovraffollamento cronico e insufficiente tutela del diritto alla salute. Forse il caro Ministro soffre di una amnesia istituzionale, oppure non è a conoscenza del fatto che solo all’inizio di questo anno si sono già verificati due suicidi negli istituti penitenziari, tra cui uno nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, struttura che seguo direttamente nel mio ruolo di Garante dei Diritti dei Detenuti della Provincia di Caserta. Dietro ogni numero c’è una persona, una storia, una sofferenza. Parlare di “dati in calo” senza affrontare le cause profonde del disagio detentivo significa ignorare una realtà che continua a produrre dolore, isolamento e morte. Ricordo che la pena non può mai tradursi in abbandono, e che la dignità umana e il diritto alla cura non si sospendono con la detenzione. È dovere delle istituzioni garantire assistenza sanitaria adeguata, supporto psicologico continuo e condizioni di vita rispettose dei principi costituzionali. Come Garante, continuerò a portare all’attenzione delle istituzioni competenti le gravi emergenze che vivo quotidianamente nei penitenziari della provincia di Caserta, chiedendo interventi immediati, concreti e responsabili.

Il carcere non può essere un luogo di rimozione delle coscienze.

 

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