Città del Vaticano – Dopo anni di indagini e un lungo processo, il cardinale Giovanni Angelo Becciu è stato condannato dal Tribunale del Vaticano per peculato, con una sentenza corposa e dettagliata. La documentazione della sentenza, che si estende per oltre 800 pagine, ha ricostruito un decennio di eventi e transazioni, a partire dal 2012, che hanno visto l’uso indebito di fondi destinati a scopi ecclesiastici. Becciu, insieme ad altri imputati, è stato accusato di aver gestito e indirizzato risorse economiche della Chiesa per fini personali e privati, violando la fiducia riposta in lui dalle istituzioni vaticane. Secondo la sentenza, i fondi ecclesiastici sarebbero stati utilizzati in operazioni speculative e non destinate a opere caritatevoli, come originariamente previsto.
Nonostante la sentenza, i legali del cardinale e di altri coimputati hanno già espresso l’intenzione di fare appello, sostenendo che diversi aspetti del processo e delle conclusioni del tribunale non siano stati pienamente riscontrati dalle prove. Il processo, iniziato con una fase preliminare di indagini particolarmente complessa, rappresenta una delle indagini più ampie e approfondite condotte dal Vaticano in ambito economico e amministrativo.
I legali di Becciu hanno dichiarato “Leggeremo con attenzione la sentenza che rispettiamo così come rispettiamo tutte le sentenze – hanno dichiarato i legali di Becciu, Fabio Viglione e Maria Concetta Marco -. La motivazione che attendevamo da tempo è piuttosto lunga e sarà oggetto di studio e di approfondimento. Certamente, per le conclusioni a cui approda, contrasta con quanto emerso nel corso del processo che ha dimostrato l’assoluta innocenza del cardinale Becciu”.









