sabato, Giugno 13, 2026
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CARNEVALE TRA PASSATO E PRESENTE A MERCATO SAN SEVERINO E DINTORNI

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Fervono i preparativi per il carnevale sanseverinese, in vista del 4 marzo – martedì grasso – e anche prima. Sebbene un calendario ufficiale delle manifestazioni ancora non sia stilato, al momento in cui scriviamo, abbiamo comunque svariate indicazioni sulle iniziative che le associazioni del territorio promuoveranno. In prima linea, per i carri e i momenti coreografici, c’è l’associazione “Il gabbiano” – delle frazioni Carifi e Torello. Altri sodalizi “partner” sono la “Dance for life”, di Anna e Michela Landi, nonché “Alvaa” – quest’ultima di Baronissi. Sia “Dance for life”, che “Il gabbiano” e “Alvaa” sono già all’opera. Dalle indiscrezioni, pare che uno dei simulacri per la consueta sfilata a San Severino e dintorni rappresenti Pinocchio. Non poteva mancare, in quanto retaggio culturale della San Severino del passato, lo “Intreccio” o “Ballintreccio”. Tradizione folcloristica che è stata portata avanti dall’associazione “Alfonso Gatto” – località Curteri. Ora l’iniziativa è proposta anche da “Luigi e Cecchino Cacciatore”, sempre a Curteri. È un ballo frenetico, che ricorda la taranta; i ballerini, vestiti con abiti ispirati alla Commedia dell’Arte, si intersecano tra loro – recando in mano tamburelli e semicerchi abbelliti con motivi floreali. Occorre mantenere l’equilibrio, è una danza complessa.

 

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A proposito della Commedia dell’Arte, non potevamo non ricordare – tra i personaggi iconici dell’antico carnevale sanseverinese – Gaspare Sanseverino. Che ha ispirato la maschera ligure di Capitan Fracassa – risalente al XVII secolo. Figlio di un esponente della famiglia omonima (probabilmente Ferrante Sanseverino), Gaspare era dapprima chiamato “Matamoro” (perché uccise i Saraceni o Mori: gli Arabi), poi Capitan Rodomonte di Val d’Inferno. Anche la figura di Pulcinella è “storica”, per ciò che attiene a Mercato San Severino: il Pulcinella che “cavalca la vecchia” è ed era un simbolo fallico, sessuale e/o di sovvertimento dell’ordine costituito. Semel in anno licet insanire – dicevano gli antichi Romani. Proprio da essi prendono il largo i festeggiamenti carnascialeschi (come avrebbe espresso Lorenzo il Magnifico): forse dai Lupercali, festività in onore della fecondità e dell’abbondanza – quando si travestivano da lupi. Oppure dai “Saturnalia”, altrimenti definiti “Baccanali”. Pulcinella potrebbe derivare l’etimo da Puccio d’Aniello, da Paul Cinelli; da Oddone di Polliceno o da “pulcino”. Ulteriore retaggio di San Severino è la “vecchia”. La quale “durava” per tutta la Quaresima e poi veniva arsa su un “rogo”. In un momento apotropaico di collettiva scaramanzia. Ancora, secondo alcune fonti orali, a San Severino il martedì grasso si teneva un “discorso” di Pulcinella – avente a oggetto la “Canzone di Lucrezia” o “Zeza”. Era l’occasione per irridere il “potere”, rappresentato dai notabili. Dai “coppetielli adderéto”.

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Il termine “carnevale” potrebbe scaturire da “Carnem levare” – in riferimento alla Quaresima, ormai alle porte – oppure da “Caro, vale!” (“Ciao, carne!”) od anche da “carrum navalis”. A San Severino si assaggiava la “tiella” locale o la pizza “di granone”, detta “migliaccio”. Il sanguinaccio troneggiava su tutti gli altri dolci, a Mercato, anche se erano già presenti le chiacchiere; in altre regioni italiane esse si chiamano anche bugie, cenci, frappe. La consuetudine di celebrare il “re” Carnevale (“Carnevale si chiamava Vincenzo”, emerge dal titolo di un’opera di Annabella Rossi e Roberto De Simone) è ancestrale – a Mercato. Come il “rei Momo” in Brasile – dove si balla la samba e il carnevale è (forse) uno dei più malinconici e dolci momenti dell’anno in cui la popolazione, in difficoltà, affida alle ballerine “sculettanti” i propri sogni. Il loro immaginario. Col tempo, ecco tante innovazioni. Tra le più recenti, ricordiamo il contest fotografico 2025. Organizzato (è già la seconda edizione) dall’unità pastorale “San Pietro apostolo e Santi Eustachio e Felice”. Tra le frazioni di Piazza del Galdo e S. Eustacchio. Si devono scattare foto al proprio costume, inviarle agli indirizzi menzionati dal bando e ricevere tanti like entro il 5 marzo. È in palio un premio a sorpresa. Nel comprensorio di Mercato San Severino – inoltre – ci saranno momenti di divertimento ed allegria – dando un calcio alle negatività: in vista occasioni carnascialesche, organizzate sia dalla civica amministrazione (nelle persone del sindaco Antonio Somma e degli assessori alla Cultura e alla Scuola Enza Cavaliere e Assunta Alfano – nonché del consigliere Rosa Ascolese, per il sodalizio “Il gabbiano”) che dai commercianti. Quelli del corso Armando Diaz, nella fattispecie. Il vicesindaco Cavaliere – in particolare – ricorda che il 2 marzo (la domenica precedente il giorno del Carnevale) si terrà la sfilata dei carri in cartapesta. Per piazza Ettore Imperio, dato che il centralissimo corso Diaz è oggetto di (ulteriori) interventi di riqualificazione e di pedonalizzazione. Ciò insieme alle allegorie degli altri comuni limitrofi della Valle Irno (Baronissi, per “Alvaa” – realtà delle frazioni Aiello e Acquamela – e Montoro). Il 4 marzo, invece, il Carnevale sanseverinese è “dedicato” – come di consueto, da anni – alle scolaresche del territorio. Con happening vari. Dodici i carri, per il 2025, due in più che in precedenza. In più sarà presente il gruppo del sopra citato Intreccio, vanto di Curteri e delle associazioni summenzionate. Ma anche altri sodalizi sanseverinesi faranno la loro parte – oltre a “Il gabbiano”: si parla di un coinvolgimento di “Amici granata” (località Costa). Con una festa in piazza (la S. Luigi Gonzaga) e un premio per la mascherina più bella. Questo, sabato primo marzo – in collaborazione con “Astrambiente”, “San Luigi Gonzaga” e la parrocchia della SS. Annunziata. Sempre nelle frazioni, da non perdere – per i piccini – la “Festa dei colori” e “Hervé Tullet”. Il 4 marzo – alle 10.30 del mattino. Dove? A Monticelli – presso l’associazione “Stare insieme” e/o il parco della chiesa di S. Maria delle Grazie.

 

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Sveliamo, adesso, i punti salienti del programma “Carnevale al corso” – previsto il 28 febbraio prossimo. Si chiama “Maschere e tammorre”. Ci si allieterà con vari gruppi, lungo la strada principale di San Severino – opportunamente “walking area” (isola pedonale permanente): i bambini verranno sicuramente attratti dai responsabili di “Progetto Nakkaria”, un gruppo di suonatori di tammorre. Essi hanno l’intento di trasmettere la passione per il folk, e per l’antica tradizione musicale mediterranea, ai più piccoli. Rendendoli amanti e fan di tal genere melodico etnografico. Assieme al “Progetto Nakkaria” ci sarà la “Compagnia paganese”. Questi ed altri gruppi partiranno da Piazza Dante e percorreranno Via degli Orefici, piazza Garibaldi, via Guerrasio per ritrovarsi – infine – al corso. Un’altra “chicca” sarà la presenza dei motociclisti in maschera – posizionati all’altezza del bar Galleria. Insomma, tante sorprese; novità e voglia di celebrare il carnevale – che si avvia verso la propria “morte”. Nei dintorni, i festeggiamenti in attesa del carnevale sono “avanti” anche per quanto concerne – tra altre zone viciniori – Bracigliano; Baronissi; Piazza di Pandola (nel Montorese, Irpinia – zona in cui il carnevale è denso di ulteriori significazioni e misteri, rispetto al Salernitano) ed altri paesi nel comprensorio.

 

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A Bracigliano, citiamo “A mascarata”, il 2 e il 4 marzo (ore 19); palazzo De Simone. Regia: Gianfranco e Giancarlo Albano. Presenterà l’esperta di comunicazione Anna Ferry-Ferrentino. Si tratta di una kermesse che dà modo di poter condividere le antichissime usanze dei nostri avi contadini, unita alla celebre “Canzone di Zeza”.

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Per quanto attiene a Baronissi, ricordiamo solamente l’accensione del falò del “Re carnevale” – in largo Ambrosoli, al capoluogo. Nella serata di martedì (grasso) 4 marzo.

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Grande entusiasmo, quindi, per tutta la “Irno valley” – parafrasando un candidato sindaco di Mercato San Severino. Gli amministratori locali si spendono molto affinché le nuove “proposte”, in termini di happening culturali recenti, vadano di pari passo con le promozioni di spettacoli ancestrali. Legati al territorio e al passato, senza tradire la “corsa” verso il futuro. Contenta (a San Severino) l’assessore Cavaliere, che sta vedendo crescere sempre più il numero di iniziative per questa cittadina. Dopo aver speso tanti sforzi e sacrifici, per il benessere della collettività.

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