Palmoli la vicenda della famiglia che vive isolata in un casolare nel bosco continua a far discutere. Nonostante la consegna ufficiale di una nuova abitazione sostenibile da parte del Comune, Nathan Trevallion e la moglie Catherine Birmingham hanno scelto di non trasferirsi immediatamente, rimanendo nella loro attuale sistemazione tra gli animali e lontani dal centro abitato.
A confermare la situazione è stato il sindaco del paese abruzzese, Vito Palmieri, che ha spiegato come l’amministrazione abbia già fatto la propria parte, consegnando le chiavi della cosiddetta “casa green”, progettata per garantire condizioni di vita più dignitose e sostenibili alla famiglia. Un gesto concreto, pensato per favorire il reinserimento e offrire una nuova opportunità.
Nonostante questo, la coppia avrebbe deciso di restare ancora nel casolare immerso nel bosco, dove vive da tempo in condizioni particolari, a stretto contatto con gli animali. Una scelta che appare controcorrente rispetto al percorso tracciato dalle istituzioni e che solleva interrogativi sulle reali intenzioni della famiglia e sulle tempistiche del trasferimento. Secondo quanto emerso, il passaggio alla nuova abitazione non dipenderebbe soltanto dalla volontà dei due adulti, ma sarebbe legato anche a una questione giudiziaria ancora aperta. Il trasferimento definitivo, infatti, avverrà solo dopo il via libera del Tribunale competente, passaggio necessario per poter riottenere l’affidamento dei figli. Un elemento centrale nella vicenda, che condiziona ogni decisione della coppia. La storia ha attirato l’attenzione mediatica per il suo carattere fuori dagli schemi: da un lato una famiglia che ha scelto uno stile di vita isolato e alternativo, dall’altro le istituzioni che cercano di riportarla in un contesto più sicuro e conforme agli standard abitativi. In mezzo, il nodo delicato della tutela dei minori e delle condizioni ritenute idonee per la loro crescita. Il Comune, dal canto suo, ribadisce la volontà di accompagnare la famiglia in un percorso di normalizzazione, senza forzature ma con l’obiettivo di garantire sicurezza e stabilità. La nuova abitazione rappresenta, in questo senso, un punto di partenza importante, ma non ancora sufficiente a chiudere la vicenda. Resta ora da capire quando arriverà il pronunciamento del Tribunale e se questo porterà finalmente la famiglia a lasciare il casolare nel bosco. Fino ad allora, la situazione resta sospesa, tra scelte personali, interventi istituzionali e un equilibrio ancora tutto da definire.









