lunedì, Maggio 11, 2026
HomeAttualitàCASERTA, CARCERI AL COLLASSO NEL CASERTANO: SOVRAFFOLLAMENTO RECORD E DIRITTI CALPESTATI, IL...

CASERTA, CARCERI AL COLLASSO NEL CASERTANO: SOVRAFFOLLAMENTO RECORD E DIRITTI CALPESTATI, IL SISTEMA SCRICCHIOLA

MORVRAN.COM
ArtesTV

Non è un allarme, è una fotografia impietosa, cruda, senza filtri, è il sistema penitenziario che mostra le crepe più profonde proprio nel cuore della , definita senza mezzi termini “luogo simbolo” delle criticità, e i numeri non lasciano spazio a interpretazioni, parlano, urlano, accusano, la Relazione annuale 2025 presentata a , nella cornice della , dal garante campano , mette nero su bianco ciò che da anni si sussurra nei corridoi delle celle, nelle stanze degli operatori, nei reparti della polizia penitenziaria, sovraffollamento fuori controllo, personale ridotto all’osso, trattamenti rieducativi insufficienti, misure alternative che restano sulla carta, mentre dentro gli istituti la pressione cresce, aumenta, diventa insostenibile, presenti al tavolo istituzionale , , , e , ma non bastano le presenze, non bastano le parole, perché la realtà è più dura, più pesante, cinque istituti penitenziari – , , , – più il carcere militare, più la , più gli Spdc di Aversa e , più l’Ulepe di Caserta, una rete complessa, fragile, sotto pressione continua, e poi i numeri simbolo, quelli che inchiodano ogni discussione, , il più grande istituto, 1.025 detenuti per 826 posti regolamentari, 150 non disponibili, indice al 151,62%, ma la realtà è ancora peggiore, 1.044 presenze per circa 700 posti effettivi, sezioni chiuse, lavori mai partiti dal 2022, celle che scoppiano, spazi che si restringono, tensione che cresce, e poi il dato che fa più rumore del silenzio, la salute mentale, una bomba sociale pronta a esplodere, 13 stanze, 26 posti teorici, ma un solo psichiatra per tutto l’istituto, 12 ore settimanali, dodici, per centinaia di persone, un numero che pesa come una condanna, mentre psicologi, educatori, operatori restano insufficienti, e la funzione rieducativa, quella prevista dall’articolo 27 della Costituzione, resta un obiettivo lontano, quasi teorico, mentre dentro le mura si vive compressi, stretti, spesso dimenticati, e fuori si discute, si analizza, si promette, ma intanto il sistema regge a fatica, barcolla, si regge sull’impegno quotidiano di chi lavora e di chi resiste, perché tenere insieme sicurezza, dignità, diritti e reinserimento qui diventa una sfida quotidiana, concreta, dura, e il Casertano diventa lo specchio di un’intera regione, di un intero Paese, che deve decidere se continuare a rincorrere le emergenze o affrontarle davvero, prima che il sistema, semplicemente, non regga più.

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Eventi in programma

ULTIME 24 ORE