giovedì, Gennaio 15, 2026
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Caso Alfieri, un’archiviazione che accende il dibattito politico

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Un tassello rilevante del complesso mosaico giudiziario che coinvolge Franco Alfieri si è definitivamente chiuso. È stata infatti confermata l’archiviazione delle indagini relative a presunte irregolarità in alcuni grandi appalti del territorio, tra cui la Fondovalle Calore, l’Aversana e il sottopasso di Paestum. Un esito che accoglie l’istanza presentata già nel novembre scorso dal Pubblico Ministero, il quale non aveva ravvisato profili di illiceità nelle procedure esaminate. Per l’ex sindaco di Capaccio Paestum e per gli altri soggetti coinvolti — compresi tecnici che avevano lasciato incarichi pubblici a seguito delle accuse — si chiude così un capitolo che aveva fortemente scosso l’opinione pubblica e sollevato interrogativi sulla gestione delle grandi opere locali. Tuttavia, parlare di “fine delle vicende giudiziarie” appare quantomeno prematuro.

Le ombre che restano

Nonostante l’archiviazione sul fronte degli appalti, la posizione di Alfieri resta appesantita da procedimenti di ben altra portata. L’ex presidente della Provincia di Salerno si trova tuttora agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Torchiara, nell’ambito dell’indagine per presunto scambio elettorale politico-mafioso che lo vede coinvolto insieme a Roberto Squecco. Parallelamente, rimane in vigore l’obbligo di dimora disposto dal Tribunale di Vallo della Lucania per il processo sulla pubblica illuminazione, dove si ipotizza il reato di corruzione. La distinzione tra i diversi filoni investigativi è fondamentale, ma spesso ignorata nel dibattito pubblico, alimentando una narrazione polarizzata che oscilla tra assoluzione totale e condanna preventiva.

L’archiviazione ha immediatamente incendiato i social network. Tra sostenitori che parlano di “ritorno imminente” e detrattori improvvisamente più cauti, emerge un dato politico chiaro: il consenso intorno alla figura di Alfieri non si è dissolto. Anzi, in alcuni ambienti sembra rafforzarsi, complice una nostalgia per una stagione amministrativa percepita come più concreta ed efficace rispetto all’attuale. C’è chi ricorda con favore gli anni di governo ad Agropoli e Capaccio Paestum, e chi — con toni più amari — ripete un refrain ormai diffuso: “con De Luca nessuno va in galera”. Una frase che, al di là delle semplificazioni, fotografa una diffusa sfiducia verso il rapporto tra politica, giustizia e potere in Campania. L’archiviazione restituisce una parziale serenità istituzionale su opere strategiche per la viabilità locale, molte delle quali restano però incompiute o bloccate. Ma sul piano politico la questione resta aperta: quanto pesa il consenso elettorale nel destino giudiziario di una classe dirigente? E quanto il sistema di potere territoriale riesce a sopravvivere — se non a rafforzarsi — anche sotto il peso delle inchieste?

Il futuro di Franco Alfieri si giocherà nelle aule di tribunale prima ancora che nelle urne. Ma intanto, tra assoluzioni parziali, misure cautelari e cori da stadio virtuali, una certezza emerge: nel Cilento, il confine tra giudizio penale e giudizio politico continua a essere sottile, ambiguo e profondamente divisivo.

CHRISTIAN CASOLA
CHRISTIAN CASOLA
Christian Casola è un Cantante e Giornalista italiano, nato a Salerno il 19 luglio 1999. Diplomato in canto moderno, specializzandosi nei generi pop e lirico, ha studiato presso la Sound Music Studio sotto la guida del Maestro Angelo Russo. Dotato di un timbro vocale di tenore leggero, Christian unisce tecnica e versatilità interpretativa. Autore del libro Amen, pubblicato il 21 febbraio 2023 disponibile su Amazon, continua a distinguersi sia nel mondo musicale sia in quello giornalistico.
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