Il caso che ha investito il dottor Longanella al “Ruggi d’Aragona” di Salerno apre una serie di interrogativi ancora senza risposta. A sottolinearlo è Adolfo Ardovino, commissario provinciale della Fisi, che mette in luce le criticità lasciate dalla gestione precedente e i nodi che ora attendono il nuovo direttore generale, Ferdinando Verdoliva.
«Al di là delle dimissioni, arrivate poco prima del provvedimento di nullità del contratto – spiega Ardovino – restano scoperti dubbi importanti che la nuova direzione dovrà sciogliere, a garanzia di tutti».
Il nodo principale riguarda la presunta incompatibilità del dottor Longanella, sulla quale – accusa Ardovino – chi doveva vigilare «non lo ha fatto». Le conseguenze non sarebbero state solo amministrative, ma anche gestionali: «Dall’alto del suo ruolo – sostiene – Longanella ha inciso sui destini di molti operatori del Ruggi, tra incarichi e provvedimenti disciplinari che hanno cambiato la storia dell’ospedale, in alcuni casi contribuendo a un clima di sospetto e tensione che ha portato alla distruzione di reparti, con conseguenze irreparabili per l’utenza».
La domanda ora è cruciale: i provvedimenti firmati da Longanella sono validi o, come il contratto, devono considerarsi nulli?
Non mancano, inoltre, risvolti economici. «Il ruolo di Longanella – aggiunge Ardovino – ha comportato indennità specifiche. In questo caso come si procederà? Ci sarà un’azione di recupero?».
Per Ardovino si tratta di quesiti che non possono restare inevasi: «Chiederemo chiarezza alla nuova direzione generale e, se necessario, agli organi preposti. In un settore delicato come la sanità, e con i tempi che corrono, non si possono chiudere gli occhi. È questione di rispetto per i pazienti e per i cittadini».









