CASTEL VOLTURNO – Per diciotto lunghissimi anni il Porto turistico di Pinetamare è stato il monumento più evidente alle occasioni perdute. Un’opera annunciata, progettata, promessa, rinviata, bloccata, dimenticata e infine trasformata nel simbolo di una burocrazia capace di soffocare il futuro di un intero territorio. Generazioni di cittadini hanno ascoltato parole, proclami, conferenze e rassicurazioni senza vedere una sola pietra muoversi. Oggi, però, qualcosa rompe finalmente quel silenzio. In mare sono arrivate le imbarcazioni operative. Un pontone galleggia davanti alla costa. Tecnici e maestranze lavorano ai carotaggi necessari per la nuova Valutazione di Impatto Ambientale. Non è ancora il porto. Non è ancora il cantiere definitivo. Ma è il primo segnale concreto dopo quasi due decenni di immobilismo. Un’immagine che riaccende speranze, ma anche diffidenza. Perché Castel Volturno ha imparato sulla propria pelle che tra una promessa e un’opera realizzata possono passare anni. Troppi anni. A sottolineare l’importanza di questo momento è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vincenzo Santangelo, che parla di una svolta attesa da un territorio che per troppo tempo ha visto sfumare opportunità di sviluppo, occupazione e rilancio economico. «Dopo oltre diciotto anni di attesa, i primi segnali concreti di ripresa dei lavori rappresentano una notizia importante per Castel Volturno e per l’intero litorale domizio. È un’opera strategica che può contribuire realmente al riscatto socioeconomico del territorio», afferma Santangelo. Parole che trovano riscontro nelle immagini delle attività tecniche finalmente avviate. Perché dopo anni di contenziosi amministrativi, ostacoli burocratici e lungaggini procedurali, vedere uomini al lavoro in mare rappresenta già un cambio di passo. Un piccolo segnale che può diventare una grande svolta soltanto se accompagnato da continuità, determinazione e responsabilità istituzionale. Santangelo ricorda come questo risultato sia arrivato anche grazie al lavoro politico svolto nella precedente legislatura regionale, attraverso interrogazioni, interventi e continue sollecitazioni finalizzate a evitare che il progetto venisse definitivamente archiviato. Un impegno che oggi, almeno in parte, sembra iniziare a produrre effetti concreti. Ma la vera sfida deve ancora cominciare. Perché il Porto turistico di Pinetamare non rappresenta soltanto un’infrastruttura. È una scommessa sul futuro di Castel Volturno. Con i suoi 1.250 posti barca, la futura Marina potrebbe diventare uno dei più importanti approdi turistici del Mediterraneo, capace di attrarre investimenti, turismo nautico, imprese, servizi e nuove opportunità occupazionali. Un’infrastruttura destinata a cambiare il volto dell’intero litorale domizio, restituendo centralità a un’area che negli ultimi decenni ha conosciuto soprattutto crisi, degrado e occasioni mancate. Il riferimento alla storica darsena di Pinetamare non è casuale. Per anni quella struttura ha rappresentato uno dei motori economici della zona. La sua chiusura ha lasciato un vuoto che nessuno è mai riuscito a colmare. Attività commerciali scomparse. Turismo in calo. Investimenti congelati. Famiglie costrette a cercare altrove opportunità di lavoro. Oggi il progetto del nuovo porto potrebbe finalmente invertire questa tendenza. Ma proprio perché il passato insegna prudenza, Santangelo invita a non abbassare la guardia. «Non basta salutare l’avvio delle indagini tecniche. Occorre vigilare costantemente affinché non si ripetano i ritardi e i blocchi burocratici che hanno caratterizzato gli ultimi anni», sottolinea il consigliere regionale. È un richiamo che va oltre la polemica politica. È la richiesta di un controllo continuo su ogni fase della procedura, affinché nessun nuovo ostacolo rallenti ancora una volta un’opera considerata strategica per l’intera provincia di Caserta. Il rischio, infatti, è che entusiasmo e aspettative vengano nuovamente travolti dalla lentezza amministrativa. Ed è proprio questo che i cittadini non sono più disposti ad accettare. Diciotto anni rappresentano un tempo enorme. Un tempo nel quale sono cambiate amministrazioni, governi, priorità politiche e scenari economici. Ma il porto è rimasto fermo. Oggi quella storia potrebbe finalmente cambiare. Tuttavia nessuno intende accontentarsi delle prime perforazioni in mare. Castel Volturno aspetta i cantieri. Aspetta le gru. Aspetta le banchine. Aspetta le imprese. Aspetta il lavoro. Aspetta il turismo. Aspetta il futuro. E soprattutto aspetta che le promesse diventino realtà. Fratelli d’Italia, assicura Santangelo, continuerà a seguire ogni passaggio dell’iter amministrativo affinché il progetto venga portato a termine nel rispetto delle regole ma senza ulteriori ritardi. Un impegno che, secondo il consigliere regionale, risponde a un diritto preciso dei cittadini di Castel Volturno e di Pinetamare: vedere finalmente realizzata un’opera annunciata troppe volte e rimasta per anni prigioniera della burocrazia. Il tempo degli annunci sembra essere finito. Adesso parlano i fatti. Parlano le imbarcazioni in mare. Parlano i carotaggi. Parlano le maestranze al lavoro. Ma il vero giudizio arriverà soltanto quando il Porto turistico di Pinetamare sarà finalmente completato e operativo. Solo allora Castel Volturno potrà dire di essersi lasciata alle spalle una delle pagine più lunghe e amare della sua storia recente e trasformare un sogno rimasto fermo per quasi vent’anni nel simbolo concreto della rinascita dell’intero litorale domizio.









