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CASTEL VOLTURNO PRONTO SOCCORSO PINETA GRANDE, È ALLARME: BUDGET BLOCCATO, SERVIZI RIDOTTI E PAZIENTI NEL CAOS

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Il pronto soccorso rallenta. I servizi vengono ridotti. I pazienti restano nell’incertezza. E sul litorale domizio cresce la paura. A Castel Volturno la sanità torna a far discutere e lo fa nel modo peggiore possibile. Al centro della vicenda c’è il Pronto Soccorso della clinica Pineta Grande Hospital, punto di riferimento non soltanto per la città, ma per un vastissimo territorio che comprende decine di comuni della provincia di Caserta e migliaia di cittadini che ogni giorno si affidano a quella struttura per ricevere cure immediate. La causa dei disagi sarebbe il mancato accordo tra la struttura sanitaria e la Regione Campania sul budget per il 2026. Una trattativa che non si è conclusa positivamente e che ora rischia di avere ripercussioni concrete sulla vita delle persone. Le conseguenze iniziano già a vedersi. Attività ridotte. Programmazioni riviste. Prestazioni limitate. Un clima di forte preoccupazione che coinvolge pazienti, operatori sanitari e famiglie. Per chi arriva in ospedale con un’emergenza, poco importa conoscere i dettagli delle trattative economiche. Quello che conta è trovare una risposta. Subito. Senza ritardi. Senza ostacoli. Perché quando si parla di un pronto soccorso non si discute di numeri. Si parla di vite umane. Si parla di persone colpite da un infarto, di bambini con febbre alta, di anziani colti da malori improvvisi, di vittime di incidenti stradali. Ogni minuto può fare la differenza. Ogni ritardo può trasformarsi in un rischio. Ecco perché la notizia dell’attività ridotta del pronto soccorso ha provocato un’ondata di preoccupazione in tutto il territorio. Pineta Grande rappresenta da anni un presidio sanitario strategico. Migliaia di accessi ogni anno. Un bacino d’utenza enorme. Una struttura che, soprattutto durante la stagione estiva, affronta un incremento significativo delle richieste assistenziali a causa dell’arrivo di turisti e villeggianti lungo il litorale domizio. Proprio nei mesi in cui il territorio avrebbe bisogno della massima efficienza, arriva invece una situazione di forte criticità. Il problema nasce dal mancato accordo economico sul budget sanitario per il 2026. Una questione tecnica, certo. Ma dalle conseguenze estremamente concrete. Perché quando i finanziamenti si fermano, inevitabilmente si fermano anche servizi, investimenti e programmazione. E chi paga il prezzo più alto è sempre il cittadino. C’è chi teme un aumento dei tempi di attesa. Chi teme il sovraccarico degli altri ospedali della provincia. Chi teme che le ambulanze siano costrette a percorrere chilometri in più per trovare un pronto soccorso disponibile. Timori che, al momento, alimentano un clima di forte apprensione. La sanità non può essere ostaggio delle trattative economiche. La tutela della salute è un diritto costituzionalmente garantito e deve restare tale indipendentemente dai tavoli tecnici, dalle firme mancanti o dai confronti istituzionali. Castel Volturno e l’intero litorale domizio hanno già pagato negli anni un prezzo altissimo sul fronte dei servizi essenziali. Una popolazione in crescita. Un territorio complesso. Un numero elevato di fragilità sociali. Una presenza significativa di cittadini stranieri. Una pressione sanitaria costante. In questo contesto ridurre l’operatività di un presidio così importante significa aumentare inevitabilmente le difficoltà. Medici, infermieri e operatori sanitari continuano a garantire il proprio impegno quotidiano con professionalità e sacrificio, spesso lavorando sotto pressione e affrontando turni impegnativi. A loro va riconosciuto il merito di mantenere alta la qualità dell’assistenza nonostante le criticità organizzative. Ma il loro impegno, da solo, non basta. Servono decisioni rapide. Servono responsabilità. Servono soluzioni condivise. Perché la salute non può aspettare i tempi della burocrazia. La politica, le istituzioni regionali e tutti i soggetti coinvolti hanno il dovere di trovare al più presto un’intesa che restituisca piena serenità ai cittadini e garantisca la continuità dei servizi. Nessuno può permettersi che una questione amministrativa si trasformi in un’emergenza sanitaria. Dietro ogni accesso al pronto soccorso c’è una persona. Dietro ogni codice rosso c’è una famiglia che aspetta una risposta. Dietro ogni ambulanza che arriva c’è una storia che merita di essere accolta con tempestività ed efficienza. Castel Volturno non chiede privilegi. Chiede soltanto che il diritto alla salute venga garantito fino in fondo. E quando un pronto soccorso rallenta, non rallenta soltanto un ospedale. Rallenta la speranza di un intero territorio che continua a chiedere una sola cosa: poter essere curato con dignità, senza che il diritto alla vita dipenda dall’esito di una trattativa sul bilancio.

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