domenica, Marzo 15, 2026
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CATANZARO: Due prelievi per un solo esame: il paradosso dell’omocisteina tra il “Dulbecco” e il “Ciaccio”

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A Catanzaro succede anche questo: per un singolo esame del sangue, i pazienti devono fare un pellegrinaggio sanitario tra due ospedali. All’Azienda Ospedaliera “Renato Dulbecco” di Catanzaro, l’esame dell’omocisteina è diventato il simbolo di una burocrazia che sfida ogni logica. Perché un solo prelievo non basta: ai pazienti viene chiesto di tornare una seconda volta, ma non nello stesso ospedale. Devono spostarsi fino al “Pugliese-Ciaccio” per completare ciò che altrove si risolve in un’unica seduta. Un esame semplice trasformato in un percorso a ostacoli. L’omocisteina è un test di routine, importante ma tecnicamente banale: un prelievo, un’analisi, un risultato. Eppure, a Catanzaro, la procedura si complica senza motivo apparente. Prima si va al Dulbecco per gli esami di base. Poi, per l’omocisteina, si deve attraversare la città e presentarsi al Ciaccio. Due accessi, due code, due disagi. Un doppio prelievo che non ha alcuna giustificazione clinica.

Il disagio dei pazienti
– Perdita di tempo: chi lavora deve prendere due permessi, chi è anziano deve organizzare due spostamenti.
– Stress inutile: affrontare due prelievi per un solo esame è una forzatura che irrita e confonde.
– Costi e fatica: taxi, autobus, accompagnatori. Tutto per un esame che altrove si fa in dieci minuti.

Anche tra gli operatori serpeggia malumore: la duplicazione dei prelievi aumenta il carico di lavoro senza alcun beneficio. Una procedura che sembra più figlia di un rimpallo organizzativo che di una reale necessità sanitaria. Una domanda semplice… Perché? Perché nel 2026  un cittadino deve fare un mini-tour ospedaliero per misurare un amminoacido nel sangue? Perché due strutture della stessa città non riescono a coordinarsi per un esame che richiede un solo campione? I pazienti chiedono solo ciò che è normale ovunque: un prelievo unico, in un unico luogo. Non è una rivoluzione, è semplice buon senso. E Catanzaro, che merita un sistema sanitario efficiente e rispettoso, non dovrebbe accontentarsi di meno.

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