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CERIMONIA DI PREMIAZIONE PER IL CONTEST ARTISTICO SULLA RIVISITAZIONE DELLA “TOMBOLA NAPOLETANA” A MERCATO SAN SEVERINO (Sa)

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foto 6Sala gremita e pioggia di riconoscimenti, per la cerimonia di premiazione della mostra/concorso ispirata alla tombola napoletana. Il tutto è stato organizzato dal sodalizio “Thule. Non solo doposcuola”. Associazione di volontariato, nata nel comune di Castel San Giorgio circa dieci anni fa. Questo sodalizio si occupa di promuovere l’arte e “il Bello”, che c’è attorno a noi. Grande successo, quindi, per l’originale iniziativa – voluta dalla responsabile (docente) Concetta Caputo e dagli altri soci di “Thule”; una kermesse che ha coinvolto, quest’anno, la città di Mercato San Severino. Grazie all’ospitalità del sindaco Antonio Somma; al vicesindaco Enza Cavaliere e all’amministrazione tutta – che ha dato la possibilità di far visitare i quadri e i manufatti di un cospicuo e nutrito, qualificato parterre di artisti. Provenienti da ogni parte del mondo – anche dal Brasile; dall’Argentina e dall’Equador. Più di un centinaio, in totale, i “vati” dell’armonia che hanno esposto tele e sculture; fotografie; opere in tecnica mista. Nel corridoio di Palazzo Vanvitelli – sede del parlamentino cittadino – nonché nell’area della mini struttura museale, al piano terra. La kermesse inerente alla tombola è giunta all’ottava edizione. Si tratta di un evento itinerante: ogni anno viene scelta una località della provincia di Salerno e non solo. Stavolta è “toccato” a San Severino. La serata si è svolta in un clima amicale e congeniale alle espressioni artistiche. È stata abilmente condotta dalla giornalista Anna Cicalese, che ha supportato la magistrale presentazione della referente Concetta Caputo; in pole position tra gli scranni – insieme a Maria Pina Cirillo – critico d’arte, definita: psicologa dell’arte stessa; ad Anna De Rosa; al critico internazionale di belle arti e maestro Mario Salvo. Col contorno di altri professionisti; giurati; cronisti al seguito della manifestazione.

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Nel corso dell’happening si è molto discusso dei “valori costruttivi”, del “richiamo del Bello”. Dell’importanza delle espressioni pittoriche, scultoree e fantastiche – nella formazione del cittadino. Un messaggio importante, rivolto a tutti gli astanti e alle nuove generazioni. Su tali temi si sono intrattenuti, in particolare, la stessa professoressa Caputo e il maestro Salvo – a capo delle varie giurie. In sala, presso l’aula consiliare del Comune di Mercato: i rappresentanti istituzionali della civica amministrazione; alcuni esponenti della Commissione Pari Opportunità; i giornalisti e un vasto uditorio. Tra i presenti: il primo cittadino, Antonio Somma; l’assessore alle Politiche Scolastiche Assunta Alfano; i consiglieri Rosa Ascolese, Luigi Ingenito, Filomena Iannone e Adele Ansalone. A salutare la buona riuscita della manifestazione; la collettiva, inaugurata col vernissage del 14 dicembre scorso, è stata aperta all’attenzione del pubblico fino a sabato 18 gennaio appena trascorso. Grande l’interesse suscitato tra i visitatori, che – tra un ricevimento e l’altro, nelle sale del Comune – hanno curiosato tra le opere in gara. Niente male – davvero – per un’iniziativa molto peculiare. A cura di un’associazione (di dieci anni) che organizza anche spettacoli e kermesse varie – a Castel San Giorgio, presso Villa Calvanese. Il tutto è denominato: “Nel bel mese di maggio”. “Thule” si “ramifica”, per così dire, anche nel comprensorio sarnese. Da Sarno e da Siano, infatti, sono giunte a San Severino – per la reinterpretazione della tombola partenopea – anche le assessore Fortura Albano (in rappresentanza del Comune di Siano) e Anna Maria Della Porta – invece per Sarno. Nell’ambito dell’evento, è stata data molta importanza alla presenza delle scuole. Con allievi attentissimi e partecipi, che hanno ascoltato con educazione le esplicazioni in merito al significato del termine “smorfia” – utilizzato per i numeri della tombola, come si dice in vernacolo napoletano. Tutto deriverebbe – pare – da Morfeo, il dio greco del sonno. Padre e/o, secondo alcuni, figlio dell’altro dio Ipno. Donde il vocabolo ipnosi. I ragazzini delle scuole di San Severino hanno esposto alcuni loro elaborati – guidati dall’artista “green” Anna De Rosa e da Anna Cicalese. I lavori sono stati realizzati mediante rossetti e make up. Posti su tela. Tra gli intervenuti, citiamo le parole di Salvo – dalla bella e struggente Sicilia alla classica Roma. “E’ giusto per me – sono suoi concetti – divulgare l’arte. Come intento didattico. Per i giovani, che devono capire questa speciale disciplina che dà colore a tutto”. “L’arte è vita – esprime Salvo – è colore, non se ne può fare a meno! Esporre significa – chiosa l’artista – mettersi tra il visitatore e il suo giudizio”. Ma è necessario per “propagandare” le cose nobili dell’esistenza. Nel corso della cerimonia è sorta la necessità di creare un museo, appositamente per ospitare i manufatti che “restano” all’associazione – ovvero i primi premi, per ogni categoria: Pittura, scultura e/o ceramica, tecniche miste. In particolare, hanno sollecitato la presenza di una sala dove ubicare i lavori Concetta Caputo e Maria Pina Cirillo. Al che, il sindaco di San Severino ha asserito – sorprendendo, positivamente, tutti – che metterà a disposizione i locali dell’ex tabacchificio – nella frazione Piazza del Galdo. In queste sale espositive gli avventori osserveranno come si è evoluto il costrutto di “tombola” – grazie alla re-interpretazione e rivisitazione artistica di cento e più maestri d’arte, di livello internazionale. L’idea della stessa tombola – gioco che ha sempre unito le famiglie, dal nostro Meridione a tutta la penisola ed oltre – in arte è balzata in mente ai due artisti svizzeri Peter (architetto) e Barbla (pittrice) Fraefel. Che hanno causato l’abbrivio di tale kermesse. Anche la coppia di performer – che ha creato l’intero tabellone, con le relative immagini associate alle “voci” della “smorfia” – erano presenti in data 18 gennaio.

 

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Tra i premiati, nell’ambito delle categorie: Pittura, Fotografia, Ceramica e Tecnica mista, ricordiamo: Ida Mainenti e Rosalba Ascione al primo posto (ex aequo) per la Pittura. Riguardo alla Ceramica, si sono classificati primi Angelo Fortunato e Mario Francese – con dei piatti colorati, simboleggianti la voce della “meraviglia”. E veniamo alla fotografia, gradino più alto del podio per Louis Costantino Marino – mediante una sinopia a base di china, colorata manualmente, per la quale egli si è avvalso di misure tra l’architettonico e l’ingegneristico. Un elaborato particolare, rappresentante “il palazzo”: proprio il Comune della città anfitrione. Ricordiamo che quale riconoscimento per i primi classificati è stata stabilita un’esposizione personale nella cittadina di Carrara – in simbiosi con il sodalizio “Artemisia”. Per i secondi sul “podio”, il premio consiste in una personale a Castel San Giorgio – la prossima primavera (a maggio). Chi ha raggiunto il terzo posto, invece, ha ricevuto il catalogo del contest e una trilogia di libri sulla storia di Mercato San Severino. Sezione Pittura, ma al secondo posto: Raffaella Zambrano; Alessandra Puntone e Sigifredo Camacho, dell’Equador. Categoria “Ceramica”. Ecco Adriana Ferri, Francesca Menconi e Rosalba Fatigati – secondi posti. Sezione Fotografia, secondo riconoscimento. È andato a Domenico Falgiano. Terzo classificato, per l’arte fotografica: Paola Cirillo e Giovanna Rispoli. Per Scultura/Ceramica il terzo premio è andato a Salvatore Capriglione e ad Antonio Longobardi. Pittura, ottimo terzo posto per Alicja Helena e Giuseppina Iodice. Inoltre, i membri delle varie giurie si sono riservati di assegnare premi “speciali”. Quello alla carriera è andato a Marco Petillo e a Maria Livia Talucci. Il riconoscimento per il merito artistico è stato assegnato alla memoria di Fernando Forgione, presente la figlia Mara – che si è emozionata nel ricordare, con un’opera scultorea esposta alla mostra, il genitore cui è andata l’onorificenza. Cotillons molto ambiti anche per tantissime menzioni speciali, per i premi della critica e per i giovani talenti. Ancora, i giurati hanno assegnato premi alla napoletanità e anche dei diplomi ai giornalisti in sala. Tra questi: Anna Cicalese stessa, Giuseppe Napoli, Anna Ferrentino (in arte: Anna Ferry-Ferrentino) e Giovambattista Rescigno. Con l’ulteriore riconoscimento “Città di Mercato San Severino” – per Elias Naman (Siria) e Francesca Sgambato – è calato il sipario su questa ennesima edizione del certame.

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Al termine, la pittrice salernitana Elena Ostrica – amica dei referenti di “Thule” – ha donato due suoi dipinti alla civica amministrazione. Tra coloro che hanno esposto, anche giovani “fragili” e con alcune, particolari, difficoltà. Ad esempio, i ragazzi di “Mai più soli” – dalla vicina Battipaglia. L’associazione si occupa di recuperare alla vita (e al Bello) persone con problematiche; giovani che altrimenti verrebbero lasciati a sé stessi. Invece l’arte è catarsi, catabasi e anabasi. Anche per loro!

 

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