Un incontro intenso, concreto e improntato al dialogo quello svoltosi presso il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania, dove il neo Provveditore Carlo Berdini ha accolto i Garanti territoriali per le persone private della libertà personale. L’incontro, richiesto dal Garante campano Samuele Ciambriello, ha rappresentato un momento di confronto importante per definire le priorità e le linee operative da adottare nei prossimi mesi, in una fase in cui le carceri della regione continuano a vivere tensioni e disagi sempre più complessi. Presenti, oltre a Ciambriello, don Tonino Palmese (Garante del Comune di Napoli), Carlo Mele (Provincia di Avellino), Patrizia Sannino (Provincia di Benevento), Giovanna Pagliaruolo (Comune di Benevento) e don Salvatore Saggiomo, Garante della Provincia di Caserta. Un parterre istituzionale che testimonia la volontà di costruire una rete di collaborazione permanente tra territori e amministrazione centrale. Ciambriello ha sottolineato, in apertura, l’importanza di un approccio unitario, dichiarando: «Il Provveditore ha aperto i lavori ringraziando i presenti per la costante partecipazione e ribadendo la necessità di mantenere viva la sinergia tra le diverse istituzioni. Occorre orientare tutti gli sforzi in un’unica direzione, quella del rispetto dei diritti e della dignità delle persone detenute». Nel corso del confronto, i Garanti hanno posto all’attenzione del Provveditore alcune delle questioni più urgenti: la crisi della sanità penitenziaria, con particolare riferimento alla chiusura di tre articolazioni psichiatriche in Campania; la carenza di personale del Nucleo di Traduzione, che rallenta i trasferimenti dei detenuti per visite mediche o udienze e finisce per compromettere il diritto alla salute; e il tema, sempre attuale, dell’affettività in carcere, dopo la storica sentenza della Corte Costituzionale e la circolare della dottoressa Lina Di Domenico, che prevede modalità e spazi idonei per consentire ai detenuti di mantenere relazioni affettive stabili. Particolare rilievo ha assunto l’intervento di don Salvatore Saggiomo, che ha voluto porre l’accento su una criticità specifica e ormai cronica: «La sanità penitenziaria resta uno dei punti più deboli del sistema. È inaccettabile – ha detto – che l’infermeria del carcere di Santa Maria Capua Vetere sia chiusa da luglio 2025. Si tratta di un presidio essenziale per la tutela della salute dei detenuti e per la sicurezza del personale». Saggiomo ha inoltre segnalato la drammatica situazione della Casa-lavoro di Aversa, dove sono attualmente presenti 36 internati, di cui 16 con problematiche psichiche importanti, spesso senza il necessario supporto terapeutico. Il tema dell’affettività è stato affrontato in modo ampio: il Provveditore Berdini ha assicurato che la Campania si sta muovendo verso una rapida attuazione delle nuove linee ministeriali e ha comunicato che tre istituti – Poggioreale, Secondigliano e Benevento – sono già in fase avanzata di organizzazione per rendere effettivo il diritto alla relazione affettiva dei detenuti. Durante l’incontro, è stata inoltre evidenziata la necessità di riattivare i progetti di formazione e lavoro all’interno delle carceri campane, promuovendo laboratori, tirocini e forme di reinserimento sociale attraverso le case di accoglienza per i detenuti senza fissa dimora. I Garanti hanno chiesto un impegno concreto alle Aree Educative e alle Direzioni per accelerare questi percorsi, indispensabili per ridurre la recidiva e favorire la dignità della persona. Il Provveditore Berdini, al termine della riunione, ha ringraziato i presenti per il contributo costruttivo e ha espresso piena disponibilità a fornire chiarimenti e soluzioni operative sui principali nodi critici: l’assegnazione di nuovo personale al Nucleo Traduzioni, già in parte risolta con scorrimenti in corso; la volontà di riattivare le articolazioni psichiatriche; e l’intenzione di sbloccare i lavori fermi a Poggioreale nel reparto “Napoli”, bloccati dalla Sovrintendenza delle Belle Arti per motivi tecnico-strutturali. Infine, Berdini ha annunciato che il Provveditorato intende avviare un ciclo di incontri periodici con i Garanti, per mantenere viva la collaborazione e garantire un monitoraggio costante della situazione penitenziaria in Campania. Un segnale importante, accolto con favore dai presenti, che potrebbe rappresentare un punto di svolta per un sistema carcerario regionale da troppo tempo al limite, in cui la voce dei Garanti – da Ciambriello a Saggiomo – continua a richiamare con fermezza lo Stato al dovere di garantire dignità, salute e umanità anche dietro le sbarre.









