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Cinque chili di cocaina nel cruscotto e 27mila euro in casa: due pusher arrestati sulla Catania‑Messina

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CATANIA — Un’operazione rapida, precisa e frutto di un’attività investigativa mirata ha portato all’arresto di due uomini di 41 e 45 anni, entrambi dell’hinterland etneo, fermati dalla Squadra Mobile di Catania lungo l’autostrada Catania‑Messina. Viaggiavano a bordo di un’auto che, a un primo sguardo, non destava sospetti. Ma dietro l’apparenza si nascondeva un sofisticato sistema di occultamento: nel cruscotto, al posto dell’airbag passeggero, erano stati ricavati vani segreti contenenti oltre cinque chili di cocaina purissima. L’operazione, avvenuta nei pressi del casello di Fiumefreddo, è il risultato di un’attività info‑investigativa che da giorni teneva sotto osservazione i due sospetti. Gli agenti della sezione “reati contro la persona” della Questura di Catania hanno seguito l’auto a distanza, attendendo il momento opportuno per intervenire.

Il controllo e la scoperta del vano segreto

Una volta fermato il veicolo, gli agenti hanno proceduto all’identificazione e alla perquisizione dei due uomini. Il comportamento nervoso dei passeggeri e alcune anomalie nella struttura del cruscotto hanno spinto i poliziotti ad approfondire l’ispezione dell’abitacolo. Smontando la parte frontale del lato passeggero, gli investigatori hanno scoperto un vano ricavato artigianalmente, dove normalmente si trova l’airbag. Al suo interno erano nascosti cinque panetti di cocaina, per un peso complessivo di 5,3 chilogrammi. La droga era confezionata con cura, probabilmente destinata a rifornire piazze di spaccio della provincia etnea e non solo. La qualità e la quantità del carico lasciano ipotizzare un valore di mercato di diverse centinaia di migliaia di euro. Durante la perquisizione dell’auto, gli agenti hanno trovato anche un telecomando per cancello automatico e una chiave a doppia mappa, elementi che hanno subito attirato l’attenzione degli investigatori. Gli oggetti risultavano riconducibili a un immobile situato a Piedimonte Etneo, nella disponibilità dei due arrestati. Ritenendo possibile la presenza di ulteriore droga, la Squadra Mobile ha esteso l’operazione all’abitazione. L’intuizione si è rivelata corretta: all’interno dello stabile sono stati trovati un chilo di marijuana, 100 grammi di cocaina già suddivisa, materiale per il confezionamento e la pesatura, e soprattutto 27.330 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Un sistema organizzato e professionale

La modalità di occultamento della droga, un vano ricavato al posto dell’airbag, non è nuova nelle operazioni antidroga, ma richiede competenze tecniche e una rete logistica ben strutturata. Gli investigatori ritengono che i due uomini potessero essere parte di un circuito più ampio di corrieri e pusher attivi tra Catania, Messina e le aree limitrofe. Il quantitativo sequestrato, infatti, non è compatibile con un’attività di piccolo spaccio, ma con un traffico organizzato e destinato a rifornire più livelli della distribuzione al dettaglio. Alla luce delle prove raccolte, i due uomini sono stati arrestati in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo gli adempimenti di rito, sono stati condotti in carcere, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della convalida da parte del Giudice per le indagini preliminari. La Polizia di Stato ha sottolineato che, come previsto dalla legge, vige la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Un colpo significativo al traffico di droga nel territorio etneo

L’operazione rappresenta un duro colpo per le reti di spaccio attive nella zona. La provincia di Catania, per la sua posizione strategica e la presenza di collegamenti autostradali che la connettono rapidamente al resto della Sicilia, è da anni un punto nevralgico per il transito di stupefacenti. Il sequestro di oltre cinque chili di cocaina  una delle quantità più rilevanti degli ultimi mesi, e di un ingente quantitativo di denaro contante conferma l’efficacia delle attività di monitoraggio e controllo del territorio da parte della Squadra Mobile. L’arresto dei due pusher sulla Catania‑Messina non è solo un episodio di cronaca, ma un tassello importante nella lotta al traffico di droga in Sicilia. La professionalità dell’occultamento, la quantità di stupefacente sequestrata e il denaro rinvenuto in casa delineano un quadro chiaro: si tratta di un’operazione che ha colpito un segmento significativo della filiera dello spaccio. Le indagini proseguiranno per individuare eventuali complici e ricostruire l’intera rete di distribuzione.

 
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