Lo scorso 11 aprile, in occasione della Giornata Nazionale della Donazione e Trapianto di Organi, Tessuti e Cellule, la Campania ha dimostrato quanto un gesto di altruismo possa davvero fare la differenza: in appena due giorni, sono stati effettuati 11 trapianti nei centri regionali, cui si sono aggiunti altri 4 interventi in strutture fuori regione. Un risultato straordinario, possibile grazie alla generosità delle famiglie di quattro pazienti deceduti presso l’AORN Cardarelli di Napoli, l’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore e l’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania.
Un dato che racconta una grande verità: la donazione è un atto che dà nuova vita, spesso anche a otto persone diverse, poiché da un solo donatore possono essere prelevati fino a otto organi vitali. Eppure, nonostante il valore di questi gesti, il quadro generale in Italia lascia spazio a riflessioni più amare. Secondo il Centro Nazionale Trapianti, nel primo trimestre del 2025 si è registrata una crescita delle opposizioni alla donazione, salite al 40%, accompagnata da un aumento del 3,4% dei “no” espressi al momento del rinnovo della carta d’identità. Al contrario, le astensioni, ossia chi non si esprime né a favore né contro, sono leggermente diminuite dello 0,6%.
“La notizia dei trapianti in Campania è bellissima, ma non possiamo ignorare il calo del consenso,” ha commentato Enzo De Sio, presidente dell’AIDO Salerno. “Dobbiamo continuare a spiegare soprattutto ai giovani che dire sì è una scelta di civiltà, un gesto che moltiplica la vita”. I più propensi a dire sì alla donazione restano i 40-50enni, secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti. Tuttavia, a frenare molti cittadini ci sono ancora paure antiche e resistenze culturali o religiose, spesso legate a disinformazione o timori infondati — come quello degli “errori medici” durante il prelievo.E proprio in un Paese come l’Italia, che in Europa è secondo solo alla Spagna per numero di donazioni, davanti anche alla Francia, questi segnali di sfiducia appaiono quasi in controtendenza. Le regioni con il più alto tasso di adesione sono Toscana, Emilia-Romagna e Veneto, con Ferrara a fare da esempio virtuoso a livello nazionale.

*report analitico rete nazionale trapianti*
Non sono mancate anche discussioni accese sui social: sotto alcuni post dedicati alla giornata, diversi utenti hanno espresso opinioni forti, come quella secondo cui “chi sceglie di non donare non dovrebbe avere diritto a ricevere un organo in caso di bisogno”. Parole provocatorie che hanno scatenato il dibattito ma anche portato a riflessioni importanti sul senso di reciprocità e responsabilità collettiva. Nonostante tutto, la macchina della solidarietà non si ferma. L’AIDO, da oltre 50 anni, è in prima linea per promuovere la cultura della donazione con oltre 1.500.000 iscritti. Solo pochi giorni fa, in occasione della partita della US Salernitana, AIDO Salerno ha organizzato l’iniziativa “Con un Sì faccio goal alla vita” insieme agli Sportelli Amico Trapianti dell’ASL e dell’AOU Ruggi. Durante il match, i messaggi della campagna del CNT sono stati proiettati allo stadio, ribadendo con forza che scegliere di donare significa scegliere la vita.
“Lo diciamo sempre,” conclude De Sio, “senza donazione, non c’è trapianto. E senza l’umanità e la competenza di medici, infermieri e operatori sanitari, tutto questo non sarebbe possibile. A loro, e a chi dice ‘sì’, va il nostro più profondo grazie. Sono loro il cuore pulsante della catena che riporta la vita”. Un sì può sembrare piccolo, ma è come una scintilla che accende otto nuove possibilità di vita. E in un tempo in cui tutto corre veloce, ricordarsi del valore di un singolo gesto può essere il più grande atto di umanità.

*foto in evidenza dal sito aurobindoitalia.it*









