Ah, che meraviglia quando i rivoluzionari finiscono per litigare come anziani in fila per la pensione!
Giuseppe Conte, l’avvocato del popolo diventato capo del Movimento 5 Stelle, ha deciso di dare il benservito a Beppe Grillo, il comico-fondatore, togliendogli un bel contratto da 300.000 euro all’anno…
La decisione arriva dopo che Grillo, osando mettere in dubbio la nuova direzione del Movimento, si è beccato una bella letterina dall’ex premier, che suonava più o meno così: “Caro Beppe, il tuo veto non serve a nulla, e a proposito, sei fuori dai giochi”…
Il povero Grillo, che negli ultimi anni aveva fatto da balia e guida spirituale del Movimento, è ora costretto a farsi da parte…
Conte ha avuto il coraggio di far saltare quell’accordo comodo comodo che prevedeva che il fondatore potesse fare consulenze strapagate per gestire la comunicazione…
Ebbene sì, parliamo di consulenze da trecentomila euro!
Giustamente, l’avvocato pugliese ha fatto notare che le esternazioni di Grillo erano incompatibili con i “sacri” principi del Movimento, che nel frattempo si evolve (per non scrivere implode)…
Dalla parte di Grillo, la reazione non si è fatta attendere…
Furibondo ed amareggiato, il garante ha visto l’azione di Conte come un tentativo di marginalizzarlo…
E chissà, magari a breve vedremo Grillo sbraitare su un palco con la classica vena pulsante in fronte, inveendo contro la “politica dei poltronari” che, per anni, aveva promesso di spazzare via…
Insomma, la soap opera grillina continua, ma questa volta pare che nemmeno gli intrighi degni di un reality show possano salvare un Movimento che sta diventando sempre più una barzelletta… ah, ma dimenticavo, è stato fondato da un comico!









