CONTRIBUTO DELLA DOTT.SSA JIHANE RIAD EL FEGAHALI – QUALE OMAGGIO ALLA POETESSA MARIA TERESA LIUZZO ( PERSONAGGIO DI COPERTINA ) SUL NUMERO SPECIALE A LEI DEDICATO -AGOSTO 2025-
”RASEEF 81” -BONN, GERMANIA
Quando si parla di letteratura italiana, è necessario soffermarsi sull’importanza della lingua poetica che unì gli scrittori in Italia e all’estero durante il Medioevo. Il latino era allora la lingua della religione, della scienza e del pensiero, rendendola esclusiva degli aristocratici e lontana dalla portata del popolo comune.
La vera trasformazione iniziò con l’emergere della lingua popolare, dove si consolidò il rapporto intellettuale tra lo scrittore e il lettore italiano quando gli autori iniziarono a scrivere per il popolo comune. Nacque il bisogno di esprimersi in una lingua vicina alla gente che rispecchiasse la loro società, così la poesia si sviluppò in dialetti parlati, tra cui il toscano, così chiamato dalla regione Toscana.
Dante Alighieri è considerato il più illustre degli scrittori che svolsero un ruolo centrale in questa trasformazione attraverso la sua opera “La Divina Commedia”. Dante difese la lingua volgare e riconobbe la possibilità di utilizzare la lingua parlata per l’espressione elevata, proprio come il latino.
Dante dice, difendendo il valore della lingua parlata:
“Poiché trovo che nessuno, prima di me, abbia trattato in alcun modo la teoria dell’eloquenza nel volgare, e poiché possiamo chiaramente vedere che tale eloquenza è necessaria a tutti, poiché non solo gli uomini, ma anche le donne e i bambini si sforzano di acquisirla… per dire qualcosa di utile sulla lingua di coloro che parlano il volgare…”
E la sua traduzione:
“Poiché ho scoperto che nessuno prima di me aveva affrontato la teoria della retorica nella lingua popolare, e poiché possiamo vedere chiaramente che questa retorica è necessaria a tutti, uomini, donne e bambini… per dire qualcosa di utile sulla lingua delle persone che parlano la lingua popolare…” (De vulgari eloquentia – Dante)
Secondo il sito Google Arts & Culture, Francesco Petrarca, soprannominato il padre dell’Umanesimo, svolse un ruolo importante scrivendo le sue poesie in italiano parlato. Petrarca sviluppò dal 1336 la poesia lirica in una nuova forma conosciuta come sonetto italiano o petrarchesco.
Giovanni Boccaccio, invece, contribuì significativamente a consolidare la lingua parlata nella società italiana attraverso la sua famosa opera “Decameron”, che è considerata simile alle “Mille e una notte” arabe (pagina Independent Araba). Boccaccio presentò storie vicine alla vita delle persone e fece sì che la letteratura riflettesse le loro aspirazioni.
Per quanto riguarda l’influenza della letteratura italiana – specificamente quella di Dante – sulle letterature inglesi, è stato riportato nella rivista di Letteratura e Scienze Sociali pubblicata dall’Università Badr in Egitto (BUC), in un articolo intitolato “L’influenza di Dante sugli scrittori inglesi”, che l’influenza di Dante sulla poesia inglese iniziò con Chaucer, che ne trasse ispirazione in testi come “The House of Fame” e “The Canterbury Tales”, estendendosi poi a John Milton e William Blake:
“La Divina Commedia di Dante Alighieri ha avuto un impatto significativo sugli scrittori inglesi… Famosi scrittori inglesi come Geoffrey Chaucer nel XIV secolo, John Milton nel XVI secolo e William Blake all’inizio del XIX secolo…”
In conclusione, era necessario mettere in luce questa rivoluzione culturale che portò a una profonda trasformazione letteraria. Il passaggio dal latino aristocratico alla lingua popolare rappresentò un salto qualitativo che avvicinò i testi al lettore e creò uno stretto rapporto intellettuale tra la società e la letteratura che incarnava le sue questioni. Grazie a questa trasformazione, la lingua italiana parlata divenne un’identità culturale e un simbolo letterario mondiale.
DrJihane Riad El Feghali
UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE ESTESO AL GIORNALISTA E DIRETTORE DELLA RIVISTA ”RASEEF 81” FADI SEEDU












